La Corea del Sud apre ai kiwi italiani, ora si punta agli altri mercati asiatici 

Il Ministero delle Politiche Agricole ha annunciato l’apertura delle frontiere della Corea del Sud ai kiwi italiani.  La decisione dell’autorità fitosanitarie coreana – Animal, Plant and fisheries quarantine and Inspection Agency – di autorizzarne la commercializzazione nel proprio mercato nazionale dei kiwi del Belpaese rappresenta un passo avanti molto importante per il nostro comparto agroalimentare e, ancor più in generale, per la valorizzazione del made in Italy.

L’accordo, maturato alla fine di un processo iniziato già nel 2005 durante il quale non sono mancati imprevisti e difficoltà, è il risultato  di un azione condotta dal Ministero delle Politiche Agricole insieme al Ministero degli Esteri che permetterà al nostro Paese l’ingresso in un mercato importante e in forte crescita.

La produzione italiana di kiwi (che si attesta sulle 500.000 tonnellate circa, il 55% del quale commercializzata all’estero)  avrà così un’importante opportunità per ampliare notevolmente i propri spazi di crescita nel mercato coreano, visto che il paese asiatico riesce a ricoprire solo circa il 30% del fabbisogno nazionale.

L’auspicio dei produttori è che questo sia solo il primo passo verso una serie di accordi che permettano l’ingresso anche di altri prodotti ortofrutticoli italiani sui mercati asiatici.

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