Stop della Russia alle importazioni di animali vivi provenienti dall’Ue 

A partire dal 20 marzo la Federazione russa imporrà un divieto sulle importazioni di animali vivi (suini, bovini, ovini e caprini) provenienti dall'Ue. Una misura giudicata sproporzionata ed ingiustificata dal Commissario europeo al commercio, Karel De Gucht, e dal Commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori, John Dalli, che, in una dichiarazione congiunta, hanno espresso profonda delusione sulla decisione della Russia, chiedendone la sua rimozione immediata.

Secondo i dati disponibili, nel 2011 le esportazioni totali dell'Ue di animali vivi (suini, bovini, ovini e caprini) verso la Russia sono state pari a € 188 milioni, di cui € 75 milioni sarebbero interessati dal divieto. In un suo comunicato stampa, la Commissione europea ha sottolineato che il commercio di questi animali vivi provenienti dall'Unione non sta in alcun modo mettendo in pericolo la salute dei cittadini della Federazione Russa e queste restrizioni non sarebbero pertanto basate sui dati scientifici disponibili, né sulla necessità e sulla proporzionalità, a giudizio dell’esecutivo comunitario. Anche il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo la scorsa settimana era stato unanime nel denunciare la misura annunciata dalla Russia.

La Commissione europea ritiene, inoltre, che tale divieto di importazione non sia in linea con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) e con gli impegni formali in materia di misure sanitarie e fitosanitarie (Sps) presi dalla Russia durante i negoziati per la sua adesione all'Omc.

Di conseguenza, secondo il parere della Commissione europea, la Russia starebbe inviando un segnale molto negativo per i suoi partner commerciali internazionali sulla sua serietà nei confronti all’organismo commerciale internazionale al quale sta per aderire.

L'ingresso del paese ex sovietico nell’Omc è stata approvata nel corso della Conferenza ministeriale di dicembre 2011 e sarà effettiva dopo la ratifica da parte del Parlamento russo (non più tardi dell’agosto 2012).  Secondo quanto appreso, la Commissione continuerà a monitorare la situazione ed a utilizzare tutte le opportunità per garantire la rimozione di questo divieto ingiustificato.

Tra le varie motivazioni addotte dalle autorità russe figura, tra l'altro, la situazione epidemiologica causata dalla comparsa del nuovo virus di Schmallenberg nel territorio dell’Ue. Tuttavia, questa giustificazione non può essere considerata pertinente per il divieto imposto anche sui suini, dal momento che questi non sono interessati dalla malattia in questione.

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