Crea: con il progetto Aracne per ricostruire la filiera della seta nazionale ed europea
Ricostituire una filiera nazionale ed europea della seta, preservando la tradizione ma proiettandola nel futuro attraverso ricerca genetica, innovazione, startup e sviluppo sostenibile. Sono gli obiettivi del progetto europeo triennale “Aracne”, coordinato dal CREA – Centro Agricoltura e Ambiente – i cui risultati finali sono stati presentati al Museo Esapolis. Il progetto ha coinvolto sette Paesi europei con l’obiettivo di creare un ecosistema interconnesso di innovazione, una rete internazionale tra mondo accademico, imprese, istituzioni e società civile, capace di guidare ricerca, formazione e valorizzazione culturale lungo una futura “Via della Seta Europea” certificata. “Aracne è stata una scommessa vinta”, ha dichiarato Maria Chiara Zaganelli, direttore generale del CREA, ricordando come sia stato uno dei tre progetti Horizon a guida italiana approvati nella call di riferimento. Il progetto ha posto le basi per rafforzare la produzione europea di seta, consolidando il ruolo del Laboratorio di Gelsibachicoltura di Padova, attivo da oltre un secolo, come punto di riferimento nel settore. Tre i principali ambiti di intervento: formazione scolastica, sostegno a startup e imprese artigianali, valorizzazione culturale e sociale dei territori della seta. Nelle scuole sono stati realizzati kit per l’allevamento del baco, percorsi educativi sulla biodiversità dei gelsi e mappe virtuali condivise tra i Paesi partecipanti. Sono stati inoltre creati campi di germoplasma con varietà di gelso mappate e sequenziate per ricostruirne i rapporti filogenetici. Il progetto ha portato anche all’apertura di percorsi museali dedicati, strumenti didattici innovativi e a una vetrina virtuale dei prodotti in seta e derivati realizzati dalle imprese europee. Le collezioni di gelso catalogate consentiranno di orientare gli agricoltori verso le varietà più adatte, mentre il recupero di antiche varietà di bachi potrà favorire produzioni territoriali a fini turistici. “Il rilancio della seta può offrire un contributo straordinario ad agricoltura, moda, turismo e tecnologia, in un’ottica multifunzionale e di economia circolare”, ha commentato Luca De Carlo, presidente della IX Commissione del Senato. “Senza ricerca non c’è futuro e senza innovazione non c’è tradizione”. |
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