il Punto Coldiretti

Florovivaismo, si lavora agli accordi di filiera

Dalla crisi di piante e fiori causata dall’emergenza Covid ai progetti di rilancio dell’Italia con le risorse del Recovery Fund. Nell’ultima riunione della Consulta del florovivaismo si è fatto il punto della situazione da nord a sud del Paese analizzando i problemi e valutando le opportunità che si potrebbero creare per rilanciare le aziende del settore. Si sta lavorando alla scrittura degli accordi di filiera necessari per garantire il ritiro delle piante che saranno prodotte per la realizzazione del piano di Coldiretti che vede la messa a dimora di 50 milioni di alberi nei prossimi anni in Italia.

Una sfida importante per la quale – ha sottolineato la Consulta – è necessario considerare tutte le possibili variabili: dalle aree metropolitane considerate più a rischio inquinamento e quindi più bisognose di verde pubblico alle nuove misure di mitigazione ambientale nelle campagne, dal contenuto dei bandi della pubblica amministrazione ai prezzi delle forniture che devono garantire alle imprese la giusta remunerazione del lavoro svolto.

Con il margine di guadagno che si restringe sempre di più è necessario tutelare le produzione Made in Italy dalla concorrenza sleale di piante e fiori che arrivano dall’estero senza che il consumatore al momento dell’acquisto possa scegliere consapevolmente cosa si porta casa. Un altro problema – ha evidenziato la Consulta – si rileva in supermercati e ipermercati oltre che nei discount dove si assiste sempre più spesso all’utilizzo del sottocosto su piante e fiori usati come prodotti “civetta” per attirare i consumatori all’interno del punto vendita. Una operazione che danneggia i florovivaisti su più fronti: da una parte azzera i loro margini di guadagno se non addirittura li manda in perdita, dall’altra fa concorrenza sleale su prodotti che per loro natura di solito hanno una forte stagionalità di coltivazione e vendita.

Non è possibile vedere prezzi pari a 1,90 euro per l'acquisto di un vaso di Stella di Natale ai primi di dicembre quando lo stesso vaso costa al produttore dai 2,20 ai 2,50 euro. Una situazione insostenibile alla quale si aggiunge l’importazione di prodotti dall’estero e che si ripercuote anche sui fiori recisi già mandati in crisi dall’azzeramento di cerimonie ed eventi a causa delle limitazioni anti contagio per l’emergenza Covid.

La pandemia fra ottobre e novembre 2020 ha tagliato di almeno il 30% in media le vendite di piante e fiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le feste di fine anno diventano quindi un momento importante per cercare di recuperare almeno in parte i cali dei mesi precedenti mentre – ha concluso la Consulta – è strategica la collaborazione con Campagna Amica Coldiretti per diffondere fra i consumatori la cultura del verde Made in Italy creando canali aggiuntivi di vendita attraverso i mercati degli agricoltori e le iniziative della Coldiretti a livello nazionale e locale.

 

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