di
Sergio Marini
Abbiamo tolto il tappo e sta uscendo di tutto.
Non ci dobbiamo né meravigliare né spaventare, ciò che abbiamo denunciato lo scorso 12 maggio e ciò che continueremo a fare nei prossimi mesi e nei prossimi anni è uno spezzone di un film che per troppi anni è rimasto nel cassetto e che ora vogliamo proiettare su tutti gli schermi.
Dobbiamo tutti impegnarci a denunciare la grande contraffazione legale che investe il nostro agroalimentare.
E’ giunto il momento che la gente conosca i numeri di ciò che importiamo e che si fa passare per cibo italiano ma anche i nomi di chi importa e lavora questi prodotti, siano essi industrie, distribuzione o cooperative, che magari lasciano sul campo o nella stalla i prodotti dei nostri agricoltori per accaparrarsi a buon mercato ciò che poi vendono come frutto dell’agricoltura italiana.
Sarà la battaglia della trasparenza e della verità.
Una battaglia giusta, dunque, alla nostra portata; una battaglia sana perché nell’interesse di tutta la gente che ha diritto di sapere per scegliere ciò che mangia; una battaglia onesta perché deve ridare il giusto valore a quella che è la migliore, e più copiata, agricoltura del mondo.