Il segreto del sorriso
"Sorridere sempre / Ostinatamente / L’ottimismo serve / E’ quella spinta in piu’ / Se il volto si accende / A volte è importante / Il mondo si arrende / Se sorridi tu /…/ E qui il segreto mio / Sorridere sempre". Queste sono alcune parole di una nuova canzone di Renato Zero. Credo che abbiamo bisogno di una iniezione di ottimismo. Ottimismo cristiano che come ci ricorda San Josemaria Escrivà: “non è ottimismo dolciastro, e neppure la fiducia umana che tutto andrà bene. È un ottimismo che affonda le sue radici nella coscienza della libertà e nella sicurezza del potere della grazia; un ottimismo che porta a essere esigenti con noi stessi, a sforzarci per corrispondere in ogni momento alle chiamate di Dio”. (forgia 659) Per questo san Paolo ci esorta a: “Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi conformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto ( Rom 12,1-2)”. Il Cristiano, allora, non può non essere ottimista perché è relazionato con Cristo. Ha compreso che la vera libertà consiste nel sentirsi interpellati da Dio e essere disponibili alla risposta. Solo nella libertà diventa vero quanto scrive un anonimo: “Un sorriso non costa niente e produce molto arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo da. Dura un solo istante, ma talvolta il suo ricordo è eterno. Nessuno è così ricco da poter farne a meno, nessuno è abbastanza povero da non meritarlo”. (Anonimo) A volte sembra quasi che temiamo di farci vedere contenti e sereni da chi ci sta vicino e temiamo si possa meravigliare, o forse sentire offeso, della nostra libertà interiore. Tante volte ci diciamo che sorridere non costa poi granchè, eppure, quasi avessimo paura di andare controcorrente, di portare il peso della quotidianità con lo sguardo che va oltre, abbiamo difficoltà a metterlo in pratica, a donarlo nel modo più semplice che conosciamo. Abbiamo la tentazione di lasciarci prendere troppo da noi stessi che alla fine non riusciamo a regalare nemmeno una briciola di solarità. Pensiamo all’assurdo di cercare di stare bene e non siamo in grado di donare emozioni, quasi se il nostro cuore, di fronte allo spettacolo della vita, si fosse inaridito. Il vivere la propria fede, allora, passa attraverso la capacità di essere contagiosi nella consapevolezza che, riprendendo il concetto espresso più sopra da San Escrivà: l’ottimismo cristiano non è superficialità, ma il sano realismo di chi, anche nelle situazioni più desolate, intravede già tutte le potenzialità del mondo nuovo che sta nascendo. Don Tonino Bello ci ricorda ancora che il tutto ci apre al senso della gratitudine per cui possiamo alimentare la nostra serenità e il nostro sorriso anche attraverso la preghiera. Anzi, ci metti nell’anima un cosi vivo desiderio di ricupero, che già vediamo il nuovo anno come spazio della speranza e tempo propizio per sanare i nostri dissesti. In conclusione una raccomandazione: “provare per credere”. Non lasciatevi prendere dalla tentazione di dire: “facile a dirsi” ma poi… c’è Monti, il lavoro, la famiglia, i figli, magari anche la sofferenza ecc. … Padre Renato Gaglianone |
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