Ai cercatori di Dio
La prolusione del Cardinal Bagnasco all’ultima Assemblea dei Vescovi italiani ha evidenziato, nell’enunciazione dei principi e, soprattutto, nella presentazione di alcuni percorsi operativi (Vedi l’impegno concreto, attraverso il “prestito della solidarietà, per aiutare le famiglie numerose in difficoltà) il volto di una Chiesa amica, che si fa vicina alle domande del cuore, come a quelle del tempo, dialoga con chi è in ricerca e si propone di “rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in noi… con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza”, a partire dalla adorazione del Signore Gesù nei nostri cuori (1 Pt 3,15-16). Come si legge nella presentazione: “Questa “Lettera ai cercatori di Dio” è stata preparata per iniziativa della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi della Conferenza Episcopale Italiana, come sussidio offerto a chiunque voglia farne oggetto di lettura personale, oltre che come punto di partenza per dialoghi destinati al primo annuncio della fede in Gesù Cristo, all’interno di un itinerario che possa introdurre all’esperienza della vita cristiana nella Chiesa”. Il contesto è quello del cambiamento culturale in atto anche in Italia e agli scenari diffusi della cosiddetta “modernità liquida” (Zygmunt Bauman), nella quale “modelli e configurazioni non sono più ‘dati’, e tanto meno ‘assiomatici’”, in quanto “ce ne sono semplicemente troppi, in contrasto tra loro”. La Chiesa sente la necessità di far risuonare il “kérygma”, centro e cuore del messaggio cristiano, e non dare per scontata la trasmissione della fede. “Frutto di un lavoro collegiale che ha coinvolto vescovi, teologi, pastoralisti, catecheti ed esperti nella comunicazione, la Lettera si rivolge ai “cercatori di Dio”, a tutti coloro, cioè, che sono alla ricerca del volto del Dio vivente. Lo sono i credenti, che crescono nella conoscenza della fede proprio a partire da domande sempre nuove, e quanti – pur non credendo – avvertono la profondità degli interrogativi su Dio e sulle cose ultime. La Lettera vorrebbe suscitare attenzione e interesse anche in chi non si sente in ricerca, nel pieno rispetto della coscienza di ciascuno, con amicizia e simpatia verso tutti”. Nella scia, inoltre del Convegno ecclesiale di Verona, il testo ha un impianto “fondamentale”, parte cioè da alcune domande diffuse, per poi proporre l’annuncio della fede e rispondere alla richiesta: dove e come incontrare il Dio di Gesù Cristo? Non si ha la pretesa di esaurire il discorso, quanto piuttosto suggerire, evocare, attrarre a un successivo approfondimento. Si tratta di un invito a riflettere insieme sulle domande che ci uniscono (parte I); di una testimonianza, tesa a rendere ragione della speranza che è in noi (parte II); di una proposta fatta a chi cerca la via di un incontro possibile con il Dio di Gesù Cristo (parte III). “I Vescovi si augurano che la Lettera possa raggiungere tanti esusciti reazioni, risposte, nuove domande, che aiutino ciascuno a interrogarsi sul Dio di Gesù Cristo e a lasciarsi interrogare da Lui”. Padre Renato Gaglianone |
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