il Punto Coldiretti

Il futuro del sindacato nella Caritas in Veritate

L’enciclica Caritas in veritate, con lucidità affronta il tema della crisi del sindacato di rappresentanza. Sono due i numeri che esplicitamente affrontano il problema.

Al n. 25 il Papa inserisce la difficoltà del sindacato ad assolvere il suo compito nel contesto dell’analisi della nuova situazione sociale venutasi a realizzarsi in un contesto di mercato globale. “In tale contesto si realizza la riduzione delle reti di sicurezza sociale in cambio della ricerca di maggiori vantaggi competitivi nel mercato globale, con grave pericolo per i diritti dei lavoratori, per i diritti fondamentali dell’uomo e per la solidarietà attuata nelle tradizionali forme dello Stato sociale”.

Le stesse politiche di bilancio, con i tagli alla spesa sociale, spesso anche promossi dalle Istituzioni finanziarie internazionali, possono lasciare i cittadini impotenti di fronte a rischi vecchi e nuovi; tale impotenza è accresciuta dalla mancanza di protezione efficace da parte delle associazioni dei lavoratori.

Le organizzazioni sindacali sperimentano maggiori difficoltà a svolgere il loro compito di rappresentanza degli interessi dei lavoratori a causa dei cambiamenti sociali ed economici. Nell’enciclica non ci si limita, evidentemente, a evidenziare le criticità per il sindacato ma, e credo con una certa audacia, ci si spinge fino a dare una scrollata al vecchio modo di fare sindacato.

In questo si deve riconoscere alla Coldiretti di aver saputo leggere la nuova situazione economico-sociale e di aver posto in essere una vera “rivoluzione” nel modo d’essere sindacato.

Credo che il “progetto per il paese” di Coldiretti accolga tutte le sollecitazioni della Caritas in veritate che al n.64 cosi si esprime: “Riflettendo sul tema del lavoro, è opportuno anche un richiamo all’urgente esigenza che le organizzazioni sindacali dei lavoratori, da sempre incoraggiate e sostenute dalla Chiesa, si aprano alle nuove prospettive che emergono nell’ambito lavorativo. Superando le limitazioni proprie dei sindacati di categoria, le organizzazioni sindacali sono chiamate a farsi carico dei nuovi problemi delle nostre società: mi riferisco, ad esempio, a quell’insieme di questioni che gli studiosi di scienze sociali identificano nel conflitto tra persona-lavoratrice e persona-consumatrice. Senza dover necessariamente sposare la tesi di un avvenuto passaggio dalla centralità del lavoratore alla centralità del consumatore, sembra comunque che anche questo sia un terreno per innovative esperienze sindacali”.

Azioni sindacali che vanno in questa direzione spinge ad allargare gli orizzonti per  volgere lo sguardo anche verso i non iscritti e, in particolare, verso i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo, dove i diritti sociali vengono spesso violati.

“La difesa di questi lavoratori, promossa anche attraverso opportune iniziative verso i Paesi di origine, permetterà alle organizzazioni sindacali di porre in evidenza le autentiche ragioni etiche e culturali che hanno loro consentito, in contesti sociali e lavorativi diversi, di essere un fattore decisivo per lo svilupp”.

Padre Renato Gaglianone

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