Il Vertice Fao e la grande delusione
Il Vertice Fao ha prodotto una dichiarazione finale che ha scontentato tutti. In particolare ha deluso i 600 delegati di organizzazioni contadine, di agricoltori, pescatori, donne, giovani, popoli indigeni e Organizzazioni non governative internazionali riunite a Roma alla Città dell’Altra Economia per il Forum parallelo al summit capitolino. La grande delusione è stata espressa da delegati di organizzazioni contadine, di agricoltori, pescatori, donne, giovani, popoli indigeni e Ong definendo la dichiarazione finale del Vertice approvata per acclamazione nella plenaria di questa mattina “uno strumento vuoto di ogni impegno concreto per affrontare con politiche e risorse adeguate lo scandalo del miliardo di persone che soffrono la fame”. Questa è la valutazione delle organizzazioni della società civile che è emersa della parole di Sergio Marelli, Presidente dell’Associazione Ong Italiane e Presidente dell’Advisory Group costituito in occasione del Forum. Una critica pesante quella di Marelli che continua: “Il modello di sviluppo e le politiche agricolo-alimentari fin qui perseguito hanno fatto si che negli ultimi due anni il numero degli affamati crescesse di 200 milioni – sottolinea Marelli -. Il prezzo pagato per ottenere il voto favorevole di Usa, Canada, Australia e degli altri paesi del G8 è troppo alto. Aver tolto nelle ultime fasi negoziali della Dichiarazione finale del Vertice Fao il riferimento temporale del 2025 per l’eliminazione totale della fame nel mondo, aver cancellato la necessità di stanziare 44 miliardi di dollari all’anno per il sostegno all’agricoltura come richiesto dal Direttore Generale della Fao Diouf fanno di questa dichiarazione un documento privo di ogni strumento concreto per rendere efficace la lotta alla fame nel mondo”. Padre Renato Gaglianone |
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