La “Governance” e il ruolo della “società civile”
Il riconoscimento del ruolo della società civile, nel contesto della riforma delle Nazioni Unite, ha ricevuto il plauso della delegazione della Santa Sede nell’intervento di Mons. Celestino Migliore alla 64° Assemblea generale. Si ribadisce che gli sforzi per rinnovare il lavoro delle Nazioni Unite risulteranno vani se le organizzazioni internazionali e i singoli Stati non saranno in grado di incorporare le voci della società civile in tutti gli aspetti dell’opera dell’organizzazione. Si ricorda che la società civile svolge un ruolo determinante nel portare aiuti umanitari, promuovere lo stato di diritto e denunciare gravi violazioni dei diritti umani. Un ruolo non secondario svolgono poi, , le organizzazioni di natura religiosa nel fornire informazioni sulle esigenze locali della comunità, offrire assistenza e promuovere la solidarietà a livello sia locale sia internazionale per le necessità degli abitanti del mondo. L’augurio è che la sessantaquattresima sessione dell’Assemblea Generale divenga un momento di rinnovamento per questa organizzazione accogliendo l’appello “al ripristino della speranza e della solidarietà”. Il ripristino della speranza e della solidarietà necessario perché: “Durante l’anno appena trascorso la comunità globale è divenuta più consapevole della fragilità della prosperità e della crescita. Il mondo è stato colpito da una crisi economica che ha portato un numero senza precedenti di persone a perdere il lavoro, la sicurezza e la capacità di provvedere perfino alle necessità basilari delle proprie famiglie. Questa crisi ha sollevato alcuni interrogativi sulle cause e sulle conseguenze della svolta economica sfavorevole e ancor più interrogativi sul futuro”. Mentre si intravedono spiragli per il superamento della crisi è necessario rafforzare il proposito ad “imparare dagli errori e rinnovare il nostro impegno per la necessaria cooperazione”. Lo sforzo di dare priorità ai più vulnerabili deve avere basi morali. “Del rinnovato impegno per affrontare i problemi del mondo fa parte l’operare per alleggerire il fardello di molti dovuto all’assenza di risorse economiche. In numerose occasioni, la Chiesa ha sottolineato la necessità di una solidarietà globale maggiore per gestire le implicazioni morali che il mondo deve attualmente affrontare e accordare una rinnovata priorità ai poveri”. Mons. Migliore riconosce che “L’attuale crisi finanziaria non ha causato una situazione economica incerta e precaria nei Paesi più arretrati rispetto al resto del mondo, ma l’ha sicuramente aggravata”. Riprendendo l’Enciclica di Benedetto XVI, Caritas in Veritate, si ribadisce che “L’aiuto allo sviluppo sarà efficace soltanto se i governi locali e la società civile affronteranno la situazione con un impeto di responsabilità per risolvere i problemi di cronico malfunzionamento politico, amministrativo e sociale”. Nel corso dell’intervento non sono mancati riferimenti a questioni nuove e antiche che richiedono attenzione presa di responsabilità. Ne enumero alcune. La prima è certamente la questione del cambio climatico che a sua volta ne richiama altre. “La prossima Conferenza di Copenaghen sui cambiamenti climatici esaminerà la capacità della comunità internazionale di cooperare per affrontare un problema che ha cause e conseguenze globali. Al centro del dibattito sul cambiamento climatico c’è l’esigenza morale ed etica per gli individui, le aziende e gli Stati di riconoscere la propria responsabilità nell’uso delle risorse della terra in modo sostenibile. Questa responsabilità implica il dovere di tutti gli Stati e delle corporazioni internazionali che, per alcuni versi, hanno usato in modo sproporzionato o addirittura abusato delle risorse globali di assumersi la propria quota di responsabilità per risolvere il problema”. Altra questione è quella legata all’importazione, l’esportazione e il trasferimento delle armi convenzionali. “Tuttavia, la costante proliferazione di armi nucleari e la volontà di alcuni Stati di continuare a spendere somme di denaro sproporzionate per le armi suggerisce che sono necessari sforzi ulteriori se dobbiamo fare progressi importanti nel controllare e disarmare unilateralmente questi mezzi di distruzione”. Questa tematica è al centro dei lavori del Sinodo per l’Africa che si sta svolgendo in Vaticano. All’attenzione di questa Assise sono anche le altre questioni, di cui spero darvi notizia successivamente, sollevate anche all’Onu, sono: la corruzione diffusa, le pandemie, la persistente mortalità infantile in alcune regioni del mondo, la crisi economica, il terrorismo, la sicurezza alimentare, il mutamento climatico e la migrazione. Questi problemi globali esigono una risposta internazionale e, quindi, è imperativo che le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali guardino al loro interno e all’esterno per elaborare le riforme necessarie ad affrontare le sfide di un mondo interconnesso. Da qui l’imperativo per fare dell’Onu un’organizzazione guidata dal dovere, dalla morale e dalla solidarietà verso i bisognosi. Padre Renato Gaglianone |
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