L’Acqua: fonte di Sicurezza Alimentare
L’acqua: fonte di sicurezza alimentare è stato il tema conduttore dell’intervento che sono stato chiamato ad effettuare nell’ambito del “G8 dei poveri” tenutosi alla Maddalena lo scorso 20 giugno. Dobbiamo essere consapevoli che solo con una più equa distribuzione dei beni della terra potra sconfiggere la povertà. E’ vero, altresì, che la futura produzione alimentare mondiale dipenderà dalla disponibilità di risorse idriche adeguate e sostenibili. L’acqua copre i tre quarti della terra, ma soltanto una piccola frazione è utilizzabile come acqua dolce. In effetti, l’acqua è una risorsa preziosa, ma limitata. L’agricoltura utilizza per i suoi bisogni circa il 70 per cento di tutta l’acqua dolce prelevata. E possiamo prevedere che con l’aumento della produzione alimentare mondiale l’irrigazione assorbirà una quantità d’acqua via via crescente. A livello globale, le risorse idriche disponibili sono sufficienti, ma alcune regioni e paesi si troveranno ad affrontare gravi carenze idriche. Nel 2030 molti paesi in via di sviluppo avranno accresciuto l’utilizzazione di acqua per irrigazione; e se nella maggior parte dei casi le riserve d’acqua basteranno, un paese in via di sviluppo su cinque soffrirà per la scarsità d’acqua. Nel messaggio per la giornata mondiale dell’alimentazione 2002 è scritto: "Il mondo potrà disporre di acqua sufficiente per produrre il cibo di cui avranno bisogno le future generazioni, se adesso noi amministriamo con saggezza le nostre risorse idriche!". Questo intervento si è inserito in tutta una serie di interventi che hanno scaldato le migliaia di persone presenti alla manifestazione. Si è parlato delle cause della povertà che affligge una gran parte di popolazione mondiale con il conseguente appello ai grandi del mondo affinchè mettano da parte i loro egoismi di paesi ricchi per farsi carico dei problemi dei poveri. Mons. Bettazzi ha “tuonato” su questo argomento evidenziando come, nelle loro riunioni i ricchi vanno alla ricerca di soluzioni per la grave crisi che si sta vivendo, e si tralascia di prendere in considerazione quelle popolazioni che più di tutti pagano le conseguenze della crisi stessa. I disoccupati, i pensionati, gli immigrati (c’è ne erano da 50 paesi) hanno fatto sentire la loro voce anticipando in un certo senso, quando andrà a sostenere con forza Benedetto XVI in occasione della visita pastorale a San Giovanni Rotondo. “Molte sono le persone – ha osservato – che cercano rifugio in altri Paesi fuggendo da situazioni di guerra, persecuzione e calamità, e la loro accoglienza pone non poche difficoltà, ma è tuttavia doverosa… voglia Iddio che, con l’impegno di tutti, si riesca il più possibile a rimuovere le cause di un fenomeno tanto triste”. In un ‘altro intervento si è rivolto così ai disoccupati: "Non perdetevi d’animo! – ha detto il Papa – Siate ‘giovani dal cuore grande’”, ed ha sottolineato: "La Chiesa non vi abbandona. Voi non abbandonate la Chiesa!". "C’è bisogno del vostro apporto per costruire comunità cristiane vive, e società più giuste e aperte alla speranza. E se volete avere il ‘cuore grande’, mettetevi alla scuola di Gesù", li ha incoraggiati, ricordando che "mai Egli vi abbandonerà o tradirà la vostra fiducia, mai vi condurrà per sentieri sbagliati". La presenza nella Sardegna di numerosi immigrati africani ha confermato,qualora ve ne fosse stato bisogno, quanto Benedetto XVI ha scritto al presidente della Germania all’indomani del suo viaggio in Africa: “L’Africa – ha scritto – è un continente giovane, pieno di gioia di vita e di fiducia, con un enorme potenziale di creatività”. Tuttavia, i riflessi di questa bellezza, sono offuscati dagli “interessi stranieri” e da tensioni storiche che “gravano ancora sul presente e minacciano l’avvenire”. “Ma la fede viva, la fresca forza morale e la crescente competenza intellettuale creano un clima di speranza che resiste alle sfide e ne rende possibile il superamento”, ha evidenziato. Questo, però, ha insistito Benedetto XVI, a patto che la comunità internazionale mostri concretamente la propria solidarietà verso gli africani. Padre Renato Gaglianone |
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