Un’etica per il turismo
Oggi spesso la parola etica rimbalza da un convegno all’altro e si rischia che diventi una moda. Eppure sono convinto che il richiamare in continuazione l’etica sia espressione di un bisogno effettivo che va oltre le stesse varie emergenze e si collochi piuttosto in una sorta di processo rigenerativo dei luoghi del vissuto umano. Non deve allora meravigliare se il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti richiami la necessità di una conoscenza più puntuale del Codice mondiale per l’etica del turismo, il quale, a dieci anni dalla pubblicazione, appare ancora di "difficile concretizzazione". Per questo bisogna conoscerlo meglio "e avere la forza e la costanza di metterlo in pratica". All’incontro di quest’anno – il quarto del genere, dopo quelli del 1999, del 2001 e del 2006 – hanno partecipato vescovi e direttori nazionali della pastorale del turismo provenienti da venti nazioni europee, insieme con delegati dell’Africa e il Madagascar, dell’America Latina e i Caraibi, del Medio Oriente. Durante i lavori si è preso atto del crescente fenomeno del turismo che, dopo la seconda guerra mondiale, da beneficio esclusivo di un’élite è divenuto fenomeno di massa. L’arcivescovo segretario Agostino Marchetto ha rimarcato come siano mutate le preoccupazioni: se infatti negli anni Cinquanta si era attenti all’adempimento del precetto festivo dei turisti e al possibile influsso morale negativo del fenomeno sui fedeli, ora sono emerse altre sensibilità, che riguardano l’ecologia e il cambiamento climatico, l’etica, la lotta contro la povertà e lo sfruttamento sessuale di donne e minori, il turismo solidale, sociale e responsabile. Rinnovati sono anche gli impegni a valorizzare la dimensione cristiana di tanti luoghi turistici e la cura pastorale dei fedeli in vacanza. Un tema rilanciato anche da Benedetto XVI all’udienza generale di mercoledì 3 giugno. “Penso che Rabano Mauro rivolga queste parole anche a noi oggi: nei tempi del lavoro, con i suoi ritmi frenetici, e nei tempi delle vacanze dobbiamo riservare momenti a Dio. Aprire a Lui la nostra vita rivolgendoGli un pensiero, una riflessione, una breve preghiera, e soprattutto non dobbiamo dimenticare la domenica come il giorno del Signore, il giorno della liturgia, per percepire nella bellezza delle nostre chiese, della musica sacra e della Parola di Dio la bellezza stessa di Dio, lasciandolo entrare nel nostro essere. Solo così la nostra vita diventa grande, diventa vera vita. Oltre a temi come: persona e comunità; annuncio, catechesi, comunicazione, cultura; è emersa l’opzione ecologica. "Spetta a tutti – infatti – promuovere una "cultura verde". Tale scelta è tanto più importante in quanto le minacce agli ecosistemi sono gravi. Non soltanto è in gioco la sopravvivenza in questo ventre materno comune – devastato dalle creature, manipolato in funzione di interessi particolari – ma è anche in gioco il patrimonio futuro, il domani delle generazioni a venire con cui si deve suggellare un patto di solidarietà". Padre Renato Gaglianone |
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