Rinnovabili: nell’accordo Commissione-Parlamento nuovi criteri per la biomassa forestale
Nell’accordo raggiunto il 30 marzo scorso tra la Commissione Ue e l’ Europarlamento per rafforzare la direttiva europea sulle energie rinnovabili e per conseguire un uso più sostenibile della bioenergia c’è un capitolo dedicato alla biomassa forestale. E’ stato infatti stabilito che questa non debba provenire da aree particolarmente rilevanti sotto il profilo della biodiversità e dello stock di carbonio. L’intesa precisa anche che la biomassa legnosa dovrà essere utilizzata secondo il suo massimo valore aggiunto economico e ambientale. Inoltre saranno vietati aiuti a favore dell’energia prodotta impiegando tronchi da sega, tronchi da impiallacciatura, legno tondo di qualità industriale, ceppi e radici. Scattano poi regole più severe sul rispetto dei criteri di sostenibilità che in futuro saranno applicati anche agli impianti più piccoli (pari o superiori a 7,5 MW) anziché alla soglia di 20 MW, secondo quanto prevede la direttiva attuale. La questione della sostenibilità dell’impiego energetico della biomassa legnosa continua, dunque, ad essere al centro dell’attenzione della UE, eppure il suo ruolo resta rilevante per il soddisfacimento del fabbisogno termico, grazie soprattutto all’impiego di pellet e legna. La valorizzazione economica della biomassa legnosa attraverso l’impiego energetico, tra l’altro, risulta indispensabile anche a supporto della gestione forestale attiva e della manutenzione del patrimonio boschivo, favorendo, conseguentemente, la persistenza del presidio umano nelle aree interne e svantaggiate attraverso un supporto al reddito e generando un indotto occupazionale rilevante. Queste valenze ambientali e socioeconomiche dovrebbero essere opportunamente considerate quando si pensa, sia a livello nazionale che europeo, ad eventuali limitazioni di impiego sulla base degli impatti causati dai biocombustibili legnosi sulla qualità dell’aria. La nota della Commissione ricorda che la revisione della direttiva sull’efficienza delle energie rinnovabili rientra tra le proposte “FIT for55” che puntano a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto alla situazione del 1990. E tra le priorità c’è l’accelerazione della diffusione delle energie rinnovabili per trasformare il “Green Deal europeo in realtà”. L’aumento della produzione dell’energia rinnovabile è anche al centro del piano RepoweUe finalizzato a sganciare l’Unione europea dall’import di combustibili fossili dalla Russia. La tabella di marcia definita dall’intesa è di portare le rinnovabili entro il 2030 a un minimo del 42,5%, un obiettivo rivisto al rialzo rispetto all’attuale 32 per cento.
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