il Punto Coldiretti

Polveri sottili e botti di capodanno

Negli ultimi giorni dell’anno sono rimbalzate sui mass-media, le solite accuse al sistema zootecnico per il superamento delle soglie per le polveri sottili in un territorio, tradizionalmente vocato alla zootecnia, penalizzato dalla scarsa ventilazione, da cui anche la notoria formazione di nebbie. Nel giochetto dello scarico delle “presunte” responsabilità, “presunte” perché diversi studi hanno dimostrato come il contributo della zootecnia sia marginale rispetto ad altre fonti (combustione degli impianti di riscaldamento, traffico veicolare, insediamenti industriali, emissioni gassose umane, si, ci sono anche quelle, etc.), ci si dimentica di come i comportamenti dei singoli siano determinanti. Una interessante rilevazione, a proposito di polveri sottili, è stata riportata sul sito di SNPA, Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente, con la rappresentazione dell’effetto “botti di Capodanno” in una grande città italiana.

Si tratta di una piccola riflessione, che riguarda un giorno particolare dell’anno, ma potrebbe riguardare qualunque parte del BelPaese e ogni abitante, nei suoi comportamenti, giorno dopo giorno. La rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria, composta da oltre 40 centraline fisse, ha rilevato negli ultimi giorni del 2024 fino al primo gennaio 2025 numerosi superamenti della soglia sulla media giornaliera delle polveri sottili PM10, fino a interessare la quasi totalità delle stazioni nella giornata del 31 dicembre e del 1 gennaio. In gran parte delle stazioni si è registrato un superamento del limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo dei 35 consentiti per il 2025 dalla legge, a tutela della salute umana. Gli andamenti delle concentrazioni orarie di PM10, con evidenti picchi, fino a 1000 microgrammi, nelle prime ore dell’anno, mostrano che, è ravvisabile un significativo impatto dei cosiddetti “botti di Capodanno” sulle concentrazioni di polveri sottili. Verrebbe da dire “meditate, gente, meditate”.

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