Audizione alla camera sullo stato di protezione del lupo
La Coldiretti ha partecipato all’audizione della XIV Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame della Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 92/43/CEE del Consiglio per quanto riguarda lo status di protezione del lupo (Canis lupus). La proposta di direttiva, presentata dalla Commissione europea il 7 marzo 2025, è volta a modificare la direttiva Habitat per tener conto del mutato status di protezione del lupo a seguito del declassamento, previsto a livello internazionale dalla Convenzione di Berna, da specie rigorosamente protetta a specie protetta. La proposta di direttiva è stata formulata in considerazione della marcata ripresa delle popolazioni di lupo negli ultimi anni che dimostra la particolare adattabilità e resilienza della specie. D’altra parte, la continua espansione dell’area di distribuzione del lupo in Europa e la ricolonizzazione di nuovi territori hanno generato notevoli sfide sul piano socio-economico con particolare riguardo alla coesistenza con le attività umane, specialmente agricole e zootecniche. Considerata la diversa distribuzione del lupo nel contesto europeo e la particolare presenza in zone concentrate a livello locale, la proposta di direttiva introduce un regime di flessibilità che consente agli Stati membri di elaborare una disciplina maggiormente restrittiva di quella prevista a livello europeo Coldiretti esprime sostegno alle misure di adeguamento della direttiva Habitat alla Convenzione di Berna al fine di regolare lo status di protezione del lupo sulla base di uno standard diverso da quello di rigorosa protezione, che tiene conto, sul piano europeo, ma soprattutto nazionale, dell’incremento numerico della specie che ha determinato il conseguente aumento dei danni agli allevamenti. Infatti, secondo gli ultimi dati forniti dalla regione Toscana, sulla base del censimento dei capi abbattuti a partire dal 2015 e fino al 2023 i capi predati sono stati 11.737 e soltanto nel 2023 ben 870 unità. Sul piano interno, la proposta di modifica della direttiva risulta anticipata dalla recente soluzione proposta da ISPRA che ha presentato a Regioni e Province “protocolli tecnici” di intervento per la gestione dei casi critici legati alla presenza dei lupi con una quota massima ammissibile di prelievi in deroga tra il 3% e il 5% suddivisa su base regionale e provinciale. La previsione di Ispra è importante perchè consente di applicare i protocolli prima che entri in vigore la modifica. Occorre, pertanto, una successiva e immediata azione di adattamento per quanto riguarda le modalità e le tecniche di prelievo riducendo gli ambiti di prevenzione in relazione alla ripetizione e frequenza degli eventi di danno. In tal senso, si segnala l’iniziativa della Provincia autonoma di Bolzano che ha provveduto all’individuazione delle zone pascolive protette. Ai fini della gestione sostenibile di alcune aree, appare essenziale individuare compendi territoriali in cui si possa agire in via automatica in caso di ripetizione di danni. Coldiretti ha anche rilevato un errore semantico nella documentazione fornita dagli uffici della Camera dei Deputati a proposito dell’audizione, dove si fa riferimento alla possibilità di autorizzare la caccia al lupo. Non si può parlare di caccia, ma occorre applicare il lessico degli artt. 19 e 19 ter della l. 157 del 1992 dove si parla più propriamente di controllo. L’abbattimento del lupo non è oggetto di prelievo venatorio attraverso ordinarie forme di abbattimento ma di misure che sono disposte dalle amministrazioni regionali e provinciali sulla base di criteri tecnici nell’ambito di piani ordinari e straordinari che prevedono la partecipazione non di cacciatori, ma di persone abilitate in grado di recuperare, attraverso un percorso formativo idoneo, la funzionalità della consistenza di specie con la capacità del territorio eliminando i conflitti con gli allevatori e rendendo l’equilibrio della specie sostenibile rispetto alla pluralità delle vocazioni che alcune aree conservano rispetto all’uso dei pascoli. Il giudizio sulla proposta di direttiva è pertanto positivo e si auspica l’immediata applicazione dei necessari correttivi nella disciplina interna |
Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni
Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.