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Carciofo, approvato l’uso d’emergenza del Tefluthrin contro elateridi e nottue

Il Ministero della Salute, su richiesta di Coldiretti, ha emanato il Decreto di autorizzazione dell’uso d’emergenza della sostanza attiva Tefluthrin su carciofo per il periodo dal 16 luglio 2020 al 12 novembre 2020 contro elateridi e nottue.

La sostanza attiva, già autorizzata per altre colture, è un insetticida piretroide particolarmente attivo nei confronti di coleotteri, ditteri, lepidotteri e miriapodi che trascorrono parte del loro ciclo di vita nel terreno.

La produzione di carciofi in Italia interessa 37.303 ha per una produzione raccolta pari a 3.573.518 q. di cui il 35% in Puglia, il 32% in Sicilia, il 21% in Sardegna, il 7% in Campania, il 4% nel Lazio e l'1% in altre aree. Tali livelli di produzione, rappresentano il 35% circa del valore mondiale che è di 1,5 milioni di tonnellate per cui l’Italia è oggi il maggior produttore di carciofo al mondo.

Tra le ortive, il carciofo è una vera eccellenza del made in Italy annoverando tre Igp (Brindisino, Paestum e Romanesco del Lazio) ed una Dop (Spinoso di Sardegna).

A fronte di tale contesto, la revisione dei prodotti fitosanitari, in corso, da tempo, a livello comunitario, ai sensi del Reg. CE n. 1107/2009 relativo all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari, sta riducendo fortemente la disponibilità di mezzi tecnici in grado di contrastare efficacemente il diffondersi di patogeni e parassiti delle colture, sempre più aggressivi, anche a causa del cambiamento climatico in atto.

E’ questo il caso della coltura del carciofo che, ad oggi, essendo tra l’altro una coltura minore, non presenta alcuna sostanza attiva autorizzata per impieghi contro insetti terricoli come Elateridi e Nottue. In particolare, durante la fase di post-trapianto, spesso, si verificano attacchi di insetti terricoli in grado di compromettere la vitalità e la vigoria delle giovani piante messe a dimora. Le Nottue e gli Elateridi provocando, infatti, rosure e riducendo il numero di piante ad ettaro incidono in modo negativo sulla produzione lorda vendibile.

La scelta di richiedere, contro tali parassiti, l’uso eccezionale della sostanza attiva Tefluthrin è stata determinata sulla base dei dati e delle conoscenze, scaturite da attività di ricerca e sperimentazione condotte in varie zone vocate alla coltivazione del carciofo. In particolare, la società titolare della registrazione del formulato a base di Tefluthrin, ha già inoltrato, ai Ministeri competenti, la documentazione necessaria per ottenere l’estensione d’impiego del prodotto sulla coltura del carciofo, corredata anche dei dati delle prove residui.

Si evidenzia, inoltre, che l’impiego di Tefluthrin è consentito, su altre colture, nei disciplinari di produzione integrata regionali, relativi al Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI) che costituisce, per il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, un modello di sostenibilità di riferimento in quanto unico, nell’UE, ad essere certificato con un marchio di proprietà di un ente pubblico. Coldiretti esprime quindi soddisfazione per l’approvazione di un provvedimento che va a sostenere una coltura minore importante nel contesto dell’agricoltura italiana.

Registrato presso il Tribunale Civile di Roma, Sezione per la Stampa e l'Informazione al n. 367/2008 del Registro della Stampa. Direttore Responsabile: Paolo Falcioni.
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