il Punto Coldiretti

Con una nuova gestione forestale più energia e posti di lavoro

Gestione forestale responsabile. E’ l’obiettivo della strategia forestale nazionale che punta a inserire la filiera foresta-legno-energia tra gli asset principali delle politiche energetiche e ambientali nazionali. Il Masaf ha pubblicato il 10 luglio la “Position paper” del tavolo di filiera foresta legno che ha stilato un decalogo delle misure da adottare per centrare l’obiettivo di una filiera sostenibile e in grado anche di sostenere la produzione di energia nazionale.

Al primo punto l’istituzione di un tavolo interministeriale permanente tra i ministeri dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste, dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, delle Imprese e del Made in Italy, per garantire il coordinamento delle politiche che riguardano le filiere industriali ed energetiche collegate al settore forestale.

Al secondo punto la ridefinizione del ruolo delle biomasse nella strategia energetica italiana. Quindi l’istituzione di un osservatorio sulle biomasse forestali e gli usi energetici. Quarto intervento il sostegno alle imprese boschive per investimenti in formazione con l’impiego delle risorse dei Contratti di filiera e della Pac.

Quinta indicazione l’aumento del ricorso alla pianificazione per lo sviluppo della gestione sostenibile. Al sesto punto l’invito a un approccio responsabile nell’impiego delle risorse forestali con la realizzazione di filiere locali e territoriali in particolare nelle aree interne e montane. Ottava azione dimensionare gli impianti a misura di filiera.

Al nono punto la promozione di filiere virtuose basate su “legalità e tracciabilità delle biomasse combustibili e sulla qualità ed efficienza degli impianti tecnologici”. Ultimo intervento: garanzia di supporto economico.

Il nodo di una nuova politica è di garantire una pianificazione territoriale che persegua uno sviluppo economico del bosco in grado di valorizzare le risorse umane soprattutto i giovani grazie alla creazione di posti di lavoro nella produzione forestale, nella prima lavorazione, nella creazione di materiali grezzi e semi lavorati, per produzioni energetiche e artigianale.

Il punto infatti è che la superficie forestale italiana cresce (+4,9% negli ultimi dieci anni) ma il merito non è di politiche attive di rimboschimento, ma di abbandono dele’attività agricole a dello spopolamento delle aree montane e collinari. Non si può quindi prescindere da una pianificazione dell’attività. Attualmente, secondo quanto emerge da documento, solo il 15,3% della superficie forestale è soggetta a piani particolareggiati di gestione forestale, mentre calano segherie e infrastrutture per la lavorazione dei prodotti del bosco.

Un cambio di passo è richiesto anche per le biomasse forestale che possono offrire, secondo il Position Paper, un contributo significativo e immediato sia per la diversificazione e la sicurezza energetica del Paese, sia per il presidio del territorio e la creazione di posti di lavoro in particolare nelle aree interne. E secondo l’obiettivo indicato per il 2030 di 16,5 Mtep di energia termica prodotta da bioenergia, 8,5 Mtep derivano da biomasse. In Italia dunque la filiera agroforestale sarebbe in grado, se orientata e sostenuta, di evitare l’importazione di oltre 10 miliardi di metri cubi di gas naturale.

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