il Punto Coldiretti

Costruire percorsi per valorizzare la filiera vivaistica forestale

Filiere certificate e tracciate, basate sulla collaborazione tra vivai pubblici e privati, che garantiscano qualità, sostenibilità e valore economico è un obiettivo fondamentale che può essere raggiunto partendo dal seme raccolto in boschi da seme certificati, avviato nei vivai forestali regionali che forniranno il materiale di propagazione ai florovivaisti privati per la coltivazione e successiva commercializzazione. Questo è lo strumento per rimboschire i territori dove si sono verificati eventi calamitosi o dove ci sono stati danneggiamenti del verde esistente, come frane e smottamenti, nel recupero ambientale e nella rinaturalizzazione. Sono questi, secondo Coldiretti, i presupposti per una gestione forestale più moderna e responsabile, capace di generare sviluppo economico, tutela del paesaggio e difesa della biodiversità, un modello che rappresenta una opportunità concreta per i vivaisti che potranno immettere sul mercato piante autoctone destinate alla forestazione, di provenienza certificata, più appetibili anche per i bandi pubblici e gli interventi con fondi europei.

Le Marche sono la prima regione in Italia a dotarsi di un protocollo d’intesa con queste caratteristiche, dedicato alla valorizzazione della filiera vivaistica forestale. Firmato da Coldiretti Marche e da AMAP – Agenzia Marche Agricoltura Pesca, l’accordo redatto in stretta collaborazione con la Consulta nazionale del florovivaismo di Coldiretti, segna un passo storico per l’intero comparto agroforestale nazionale. Cuore operativo dell’intesa è la programmazione condivisa della produzione, frutto di un lavoro sinergico tra pubblico e privato, che valorizza la filiera forestale, crea nuovi sbocchi per i vivai locali, maggiore redditività e opportunità occupazionali. L’elenco delle specie oggetto del protocollo comprende una trentina di varietà autoctone – dalla roverella all’orniello, dal nocciolo al carpino. Il protocollo, della durata triennale, prevede anche azioni congiunte per la formazione tecnica, la divulgazione di buone pratiche vivaistiche, la sperimentazione e il coinvolgimento diretto delle imprese. In agenda anche campagne di sensibilizzazione rivolte a istituzioni e amministratori pubblici. Si tratta di un modello che potrà risultare vincente e che Coldiretti ha l’obiettivo di replicare anche in altri territori.

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