il Punto Coldiretti

Danni da grandi carnivori: la Francia è un modello da seguire

Nell’ambito del quadro della Pac 2023/2027 la Francia affronta il problema dei danni da fauna selvatica con una diversa impostazione. Il modello francese - in un momento in cui Coldiretti ha portato all’attenzione del Governo e dell’opinione pubblica tale problematica di prioritaria importanza per l’agricoltura italiana - costituisce un interessante punto di riferimento.

La futura misura “predazione” con specifico riferimento a lupo ed orso sarà gestita a livello nazionale e non sarà più inserita nei Piani di sviluppo rurale regionali.

E’ una misura del Feader che diviene oggetto di due schede distinte nel quadro del Piano Strategico Nazionale (obbligo europeo legato al fatto che la misura ricopre dei modi d’intervento diversi)

Nell’ambito della prima scheda ci sono le opzioni oggetto di investimento e sono: reti elettrificate, acquisto di cani da guardiania e test di comportamento, consulenza tecnica, analisi delle vulnerabilità; nella seconda scheda sono inserite le opzioni che riguardano le misure agroambientali quali la guardiania e l’accudimento dei cani. Si tratta di dimostrare che l’evoluzione delle pratiche legate alla presenza di un rischio di predazione comportano dei sovra-costi per l’allevatore.

Le due schede sono in corso di elaborazione e prevedono: i beneficiari possibili; il contenuto dell’intervento; l’ammontare dei premi ed i tassi di aiuto; gli indicatori dei risultati. Il bilancio previsto sarebbe di circa 35 milioni di euro all’anno comprensivo di cofinanziamento, con 80% di finanziamento Ue a fronte del 50% dell’attuale programmazione.

In Italia, invece, il piano per i danni dal lupo è fermo da tempo alla Conferenza Stato regioni a causa delle divergenze di vedute tra le amministrazioni regionali e non ci sono spiragli di una possibile convergenza di vedute a scapito degli allevamenti che registrano danni crescenti. Le aziende zootecniche attendono risposte concrete, ma queste tardano ad arrivare.

Secondo Coldiretti, le soluzioni possibili da impiegare congiuntamente sono prevedere misure che permettano di censire sempre con più attenzione gli esemplari per localizzare gli habitat e i popolamenti, ristabilendo una presenza sostenibile per il territorio e le attività agricole. Più incisivo dovrebbe essere anche il ruolo della Piattaforma europea per la coesistenza tra la popolazione ed i grandi carnivori.

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