il Punto Coldiretti

Gli incendi boschivi aumentano la vulnerabilità di piante e animali 

L’aumento delle temperature medie e i cambiamenti nelle condizioni meteorologiche stanno rendendo suoli e vegetazione più secchi e quindi più facilmente infiammabili. Di conseguenza, gli incendi si verificano con maggiore intensità e in aree del pianeta finora meno esposte al fenomeno. Secondo lo studio, quasi l’84% delle specie già vulnerabili agli incendi sarà esposto a un rischio ancora maggiore entro la fine del secolo. Un dato che sottolinea come, rispetto al passato, l’impatto degli incendi sulla biodiversità sia stato finora sottovalutato: la maggior parte delle ricerche si è infatti concentrata soprattutto sui cambiamenti graduali degli habitat, trascurando gli effetti di eventi estremi come i roghi. Per arrivare a queste conclusioni, il team ha combinato 13 modelli climatici con tecniche di apprendimento automatico, stimando l’evoluzione delle aree colpite dal fuoco e della durata della stagione degli incendi. I risultati sono stati poi incrociati con i dati della Lista Rossa dell’IUCN, che comprende 9.592 specie già oggi minacciate anche dalla crescente frequenza degli incendi. In uno scenario intermedio, che prevede un aumento della temperatura globale di circa 2,7 gradi rispetto ai livelli preindustriali, l’area interessata dagli incendi potrebbe crescere del 9,3%, mentre la stagione dei roghi si allungherebbe del 22,8%. Un’emergenza su cui da tempo richiama l’attenzione anche Coldiretti. I dati più recenti confermano un trend preoccupante: nel 2025 gli ettari di terreno bruciati sono aumentati del 60% rispetto alla media degli ultimi vent’anni, secondo elaborazioni su dati Effis, il sistema europeo di monitoraggio degli incendi. Dall’inizio dell’anno sono andati distrutti quasi 57mila ettari tra boschi e campi, complice il caldo intenso, il vento e la scarsa gestione del territorio. A pesare è anche la mano dell’uomo: circa il 60% degli incendi, secondo Coldiretti, è di origine dolosa. Per questo diventa fondamentale il presidio delle imprese agricole nelle aree interne, che svolgono un ruolo strategico non solo nella produzione, ma anche nella tutela del territorio e nella prevenzione del dissesto idrogeologico. 

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