il Punto Coldiretti

I boschi urbani tra le priorità della nuova Strategia forestale nazionale

Le foreste urbane sono uno dei temi chiave della Strategia forestale nazionale. Gestione forestale sostenibile, uso energetico del legno, ricomposizione fondiaria, servizi eco sistemici e pagamenti per i servizi ambientali, sono stati al centro della consultazione pubblica sulla bozza di “Strategia forestale nazionale” che si è appena conclusa. Il Mipaaf ha spiegato che si terrà conto dei contributi emersi per migliorare la Strategia e adeguarla così alle nuove sfide dei cambiamenti climatici, della sostenibilità e dello sviluppo economico. Tra le priorità, misure per fermare l’abbandono degli spazi rurali pari al 15% del totale dei suoli europei, ma anche il rilancio delle produzioni forestali, agricole e zootecniche.

Il tema delle foreste urbane su cui ha puntato la Coldiretti, che ha presentato un progetto specifico nell’ambito del Recovery Plan, è di particolare interesse per l’opinione pubblica. Infatti, il ripopolamento arboreo di parchi e giardini è la chiave giusta per una cintura verde che colleghi il centro delle città con le periferie e raggiunga sistemi agricoli di pianura. È questa la strada che si intende sostenere con il progetto “Bosco vivo e foreste urbane” piantando con le risorse del Recovery Fund 50 milioni di alberi nell’arco dei prossimi 5 anni sostenendo due settori chiave per l’Italia come il florovivaismo che conta 27 mila aziende e 200 mila occupati e quello forestale con 5.685 imprese con 7.349 addetti.

Le foreste urbane, che comprendono lembi di bosco e corridoi ecologici verso la campagna e la montagna, viali alberati, grandi parchi, orti urbani, giardini, ville storiche, verde di quartiere e verde privato comprese le coperture dei lastrici solari, sono strategiche per “rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili”. Aumentare il numero di alberi, tutelare la biodiversità urbana, contrastare l’impermeabilizzazione dei suoli – spiega il documento - sono i pilastri della progettazione di città smart e bio, fondate sulle foreste urbane e “scandite” dagli alberi e dalla vegetazione. Verso questo obiettivo tendono la nuova strategia forestale , ma anche le altre iniziative nazionali, dai “60 milioni di alberi” al Decreto Clima fino alla banca degli alberi e ad altri interventi a livello regionale.

Un progetto finalizzato a rendere più sostenibili le città, ma con una forte valenza economica. Tra gli obiettivi strategici c’è infatti anche l’innalzamento della qualità dei prelievi di legname. L’Italia è tra i Paesi che in Europa si caratterizzano per il livello più basso di prelievi destinati a impieghi a maggiore valore aggiunto con un valore del 17% a fronte dell’82% della Germania e di una media Ue del 76,9%. Questo dato fa il paio con la percentuale pari a poco più del 18% di superfice forestale condotta secondo i dettami della gestione sostenibile che evidenzia quanto siano necessarie azioni forti per elevare e indurre le proprietà forestali pubbliche e private a valorizzare il bosco nazionale puntando subito dopo alla certificazione.​

La nuova strategia è dunque finalizzata a qualificare la produzione con impatti positivi sull’ambiente, sull’occupazione e sulla valorizzazione delle filiere. Un altro obiettivo è anche la promozione di coltivazioni specializzate per la produzione di biomasse a uso energetico. Lo studio ricorda che l’Italia è il più grande importatore mondiale di legna da ardere , è un grande importatore di cippato e scarti in legno ed è al 4° posto per gli acquisti di pellets.

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