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Istat, crescono le aree verdi nelle città italiane

Secondo l’ultimo rapporto Istat su ambiente e verde urbano si è verificato in Italia un graduale incremento delle aree accessibili del verde pubblico. Nei Comuni capoluogo (in cui risiedono 17,5 mln di abitanti) l’estensione complessiva delle aree verdi urbane nel 2023 è di oltre 584 km2 (3% del territorio dei capoluoghi), pari a una disponibilità media di 33,3 m2 per abitante. Tra il 2011 e il 2023 il verde pro capite sale da 31,9 a 33,3 m2 (+1,4 m2 /ab). In questo periodo, le superfici sono aumentate gradualmente (in media dello 0,3% nell’insieme dei Comuni capoluogo e dello 0,6% nei capoluoghi metropolitani), principalmente per l’incremento delle aree accessibili alla pubblica fruizione (+0,4% all’anno). Le differenze nella disponibilità di aree verdi a livello di territorio sono marcate: in due terzi dei capoluoghi il livello è inferiore alla media nazionale e in 10 capoluoghi (Imperia, Savona, Chieti, Andria, Barletta, Trani e Crotone, Trapani, Messina e Siracusa) non si raggiuge lo standard minimo di legge di 9 m2 pro capite. Viceversa, le città più virtuose (dotazione di oltre 100 m2 /ab.) sono Verbania, Sondrio, Trento, Bolzano/Bozen e Gorizia al Nord, Terni e Rieti al Centro, Isernia e Potenza al Sud. Tra le ripartizioni, la dotazione più elevata si rileva nei capoluoghi del Nord-est (64 m2 /ab.) e la più bassa nelle Isole (20,8 m2 /ab.), mentre i valori medi del Nord-ovest, del Centro e del Sud non si discostano significativamente dalla media. La disponibilità nei capoluoghi metropolitani è molto inferiore a quella degli altri capoluoghi (20,1 contro i 48,1 m2 /ab.). Non tutte le aree verdi sono però aperte alla fruizione diretta dei cittadini: al netto delle aree protette, quelle accessibili raggiungono 18,9 m2 per abitante (quasi il 60% del verde urbano). Le aree verdi più diffuse nei capoluoghi sono i parchi urbani Tra le differenti tipologie di aree verdi, i parchi urbani hanno l’incidenza maggiore (15,2%), con una superficie di 88,9 milioni di m2 . La quota di queste superfici è superiore al valore medio nel 40% dei capoluoghi, tra cui Bologna (46,1% del verde urbano), Roma (42,9%), Milano (36,5%), Bari (26,9%) e Napoli (22,7%). Le città con dotazioni più elevate sono Gorizia (52,8%) e Cuneo (50,0%), dove la metà del territorio adibito a verde è costituito da parchi urbani. In valore assoluto spiccano Roma (20,3 mln m2 ) e Milano (9,4 mln m2 ), seguono Bologna (4 mln m2 ) e Padova (3,3 mln m2 ). La seconda componente del verde urbano per importanza è il verde attrezzato (10,6%), che include piccoli parchi o giardini di quartiere.

La quota è maggiore nei capoluoghi del Centro (16,0%), seguono quelli del Nord (9,8%), e del Mezzogiorno (6,9%). Il primato spetta a L’Aquila (66,4%) e Arezzo (51,8%) per le aree destinate a piccoli parchi. Tra i capoluoghi metropolitani, valori sopra la media a Milano, Firenze, Roma, Bari e Reggio di Calabria. In termini assoluti di superficie, da menzionare per la notevole estensione di queste aree, oltre a Roma (11,9 mln m2 ) e Milano (7,4), anche Ravenna (3,2). Le aree verdi non accessibili sono riconducibili a tipologie quali verde incolto, le aree boschive e quelle di forestazione urbana. In particolare, queste ultime due tipologie rivestono un ruolo importante nella capacità di produrre servizi ecosistemici (quali la mitigazione degli eccessi climatici e, più in generale, nel miglioramento della sostenibilità dei sistemi urbani). Nei capoluoghi non metropolitani coprono in media più della metà dei territori (53,8%), contro il 20,6% di quelli metropolitani.

Continuano a crescere gli interventi di forestazione urbana con impianto di nuove aree boschive a sviluppo naturale (Nature-based solutions) con funzioni di assorbimento delle emissioni di CO2 e di mitigazione dell’effetto “isola di calore” soprattutto dei periodi estivi (interventi compresi nell’investimento “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extra urbano” del PNRR). Nel 2023, salgono a 62 i capoluoghi che hanno completato o hanno in corso interventi di forestazione urbana (erano 31 nel 2011), per una superficie complessiva di oltre 16 milioni di m2 (+6,7 per cento rispetto al 2022), pari a 43,1 m2 per ettaro di superficie dei capoluoghi.

La forestazione urbana è particolarmente diffusa nei capoluoghi del Nord (88,6 m2 /ha nel Nord-est e 62,5 m2 /ha nel Nord-ovest), seguono quelli del Centro (20,6 m2 /ha) e del Mezzogiorno (11,7 al Sud e 14,3 nelle Isole). Rispetto al 2013 la superficie delle aree di forestazione urbana è aumentata del 26,1%, con marcate differenze tra i capoluoghi metropolitani (+49,1%) e gli altri (+17,5%), segno che le politiche indirizzate alle Città metropolitane nel DL Clima (n. 111 del 14/10/2019) e nel PNRR iniziano a dare i primi risultati: tra i capoluoghi metropolitani sono coinvolti Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Roma, Bari, Messina e Cagliari.

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