il Punto Coldiretti

Pan, in calo del 26% l’utilizzo dei prodotti fitosanitari

In occasione della sessione di aggiornamento sulla normativa in materia di prodotti fitosanitari organizzata a Bologna nell’ambito dalle Giornate fitopatologiche, alla quale ha partecipato Coldiretti, il Ministero delle Politiche Agricole ha fatto il punto sullo stato di attuazione del Piano d’Azione Nazionale (Pan) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari che al momento, dopo 5 anni di attuazione, è in corso di aggiornamento, fase che dovrebbe concludersi entro l’anno con l’approvazione del nuovo testo.

La Commissione Ue, sulla base dei dati Istat, in occasione della visita ispettiva che si è tenuta nel 2017 in Italia, sullo stato di attuazione della direttiva sull’uso sostenibile dei fitosanitari, ha riscontrato una riduzione nell’impiego di tali mezzi di produzione. La riduzione nella distribuzione nel periodo 2003 – 2017 è pari al -26% (totale 2017: 116.808.764 kg, contro un totale nel 2003 pari a 158.011.818 kg). La riduzione è avvenuta anche a seguito del Pan considerato che nel 2014 il consumo era pari a 129.976.843.

L’impiego di prodotti classificati come molto tossici e tossici è diminuito nel periodo 2003-2017, del 43%. Nel 2003 risultavano 10.653.929 kg venduti di tali classi di prodotti, cifra che nel 2017 è scesa a 6.036.042. La riduzione è avvenuta anche a seguito del Pan considerato che nel 2014, anno in cui è entrato in vigore, l’Istat registrava 7.614.363 kg di prodotti venduti tossici e molto tossici.

Inoltre, il Mipaaft ha sottolineato come dal report annuale del Ministero della Salute sul Controllo ufficiale sui residui di fitosanitari negli alimenti pubblicato nel 2018, (dati relativi al 2016) emerga l’elevata professionalità delle imprese agricole italiane nell’impiego dei prodotti fitosanitari, indice anche di un elevato livello di sostenibilità ambientale. L’Italia conferma il suo elevatissimo standard in materia di sicurezza alimentare, con il 99,2% di prodotti regolari rispetto alla presenza di residui di antiparassitari, su un'analisi relativa a oltre 11mila campioni che comprende ortofrutta, cereali, olio, vino.

Il primato di sicurezza alimentare rispetto ai residui di fitosanitari dell’Italia, a livello Ue, è indiscusso: secondo l’ultimo rapporto Efsa, le percentuali di irregolarità riferite ad un monitoraggio riguardante alimenti di origine vegetale, animale, alimenti importati, prodotti biologici e baby food, vedono l’Italia con 1.9% il risultato più basso se confrontato con la media Ue (3.8%), la Spagna (3.2%), la Germania (3.8%), la Gran Bretagna (4.3%) e Francia (6.4%).

Gli aspetti che la Commissione Ue ha apprezzato del Pan italiano sono il fatto che: l’irrorazione aerea, avvenga su aree molto limitate; siano in atto misure per vietare o limitare l’uso di prodotti fitosanitari in aree specifiche extra agricole come strade e ferrovie; il monitoraggio delle acque superficiali mostri alti livelli di conformità (contrariamente a quanto spesso viene malamente divulgato. Sono stati rilevati alcuni esempi di buone pratiche, uno dei quali è il sistema in atto per la sorveglianza dei casi di avvelenamento acuto.

La Commissione ha, inoltre, constatato, positivamente, l’esistenza di una vasta rete nazionale per il monitoraggio delle specie nocive; il fatto che esista un'ampia gamma di strumenti a disposizione degli agricoltori per sostenere la produzione integrata (IPM); un’efficiente sistema di controlli per determinare la conformità ai principi della difesa integrata descritti nell'allegato III della direttiva 2009/128/CE seppure limitati agli agricoltori che aderiscono al Sistema di Qualità Nazionale di produzione Integrata e che ricevono aiuti finanziari trattandosi di un regime volontario, sebbene molto diffuso in quanto richiesto dalla Grande Distribuzione Organizzata come standard di sostenibilità delle produzioni.

Il Mipaaft ha , poi, evidenziato, di contro, come a livello europeo l’Une abbia evidenziato che l’80% dei Pan non abbia obiettivi quantitativi in quanto solo 11 Stati Membri hanno aggiornato tali documenti programmatici sebbene il termine per la revisione fosse il 2017. Un aspetto molto importante, spesso evidenziato da Coldiretti nelle sedi istituzionali e sollevato dalla Commissione Ue, è la mancanza di disponibilità di PF a basso rischio: su 500 sostanze attive autorizzate, soltanto 13 sono approvate come tali per cui si richiede in tale direzione un lavoro inteso da portare a termine nell’interesse degli agricoltori e della consumatori.

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