Pubblicate le linee guida del Masaf per la valorizzazione di pascoli e boschi montani
Valorizzazione di pascoli e boschi montani. Questa la finalità delle linee guida dell’articolo 12 della legge 131 del 2025 pubblicate il 12 ottobre dal ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare. Nelle premesse del provvedimento si sottolinea infatti come le attività agro-silvo-pastorali costituiscano un presidio ambientale, economico e sociale dei territori montani e concorrano alla tutela della biodiversità, del paesaggio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico e allo sviluppo delle attività agricole e zootecniche volte alla valorizzazione dei pascoli e dei boschi nei comuni montani. Il decreto ministeriale punta alla individuazione, al recupero, all’utilizzazione razionale e alla valorizzazione dei sistemi agrosilvo-pastorali montani, alla promozione della certificazione delle foreste e della loro conservazione nonché delle produzioni agroalimentari, all’utilizzo energetico e termico del legno e a favorire la costituzione di forme associative tra i proprietari e gli affittuari interessati. Si tratta di interventi centrati sulle aree interne e montane penalizzate dal progressivo spopolamento, dal declino demografico e dalla marginalizzazione socio economica delle comunità locali. Le conseguenze sono la perdita di biodiversità, dei paesaggi agrari storici, delle produzioni tradizionali con il risultato di rendere il territorio sempre più fragile favorendo così dissesto idrogeologico, incendi e altre forme di degrado ambientale. Da qui le azioni per il rilancio dei sistemi agro-silvo-pastorali tradizionali che comprendono anche i sistemi silvo-arabili (seminativi arborati, piantate); silvo-pastorali (pascoli arborati, pascolo in bosco, pascolo in piantagioni arboree da legno), agroforestali di colture permanenti (fruttiferi consociati a colture arative, fruttiferi con pascolo, fruttiferi con pascolo avicunicolo, consociazioni tra alberi forestali e alberi da frutto), agroforestali lineari (filari e siepi arborate, frangivento, fasce tampone arborate), raccolta dei prodotti del bosco (funghi, frutti di bosco e altri prodotti forestali non legnosi). Tra gli obiettivi strategici il recupero del patrimonio fondiario e lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali con la rivitalizzazione delle superfici abbandonate o sottoutilizzate, il rafforzamento delle imprese agricole e forestali, il ricambio generazionale, la multifunzionalità e lo sviluppo delle filiere territoriali. Ma anche la tutela delle attività agro-silvo-pastorali e degli ecosistemi con il ripristino degli habitat naturali e seminaturali, la gestione sostenibile delle risorse forestali e pastorali, la tutela della biodiversità e il mantenimento delle pratiche tradizionali e delle risorse genetiche locali. Fari puntati anche sulla valorizzazione dei servizi ecosistemici, paesaggistici e culturali. Gli strumenti che possono essere utilizzati sono la Pac (Politica agricola comune) e gli strumenti regionali di attuazione; risorse finanziarie disponibili nei fondi e programmi nell’ambito del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 (dal sostegno all’innovazione e alla competitività delle imprese fino alla formazione professionale), il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (legge 131/2025), il Pnrr (Missioni 2 e 5 per la transizione ecologica e l’inclusione territoriale), il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), la Strategia Nazionale per le aree Interne (SNAI), Contratti di filiera e contratti di distretto. E ancora, strumenti nazionali e regionali di finanza agevolata, Banche della terra e registri fondiari regionali, Pagamenti per i Servizi Ecosistemici (PES) e mercati volontari del carbonio. |
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