Dal Ministero stop a bocconi avvelenati ed esche “fai da te”
Con l’ordinanza 18 dicembre 2008 il Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali ha approvato una serie di disposizioni finalizzate a prevenire i rischi per la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente connessi alla diffusione di bocconi ed esche contenenti veleni o sostanze nocive, spesso utilizzati, a fini domestici, civili o agricoli, per eliminare animali infestanti (topi, ratti, lumache, ecc). L’ordinanza è quindi finalizzata a reprimere e a fronteggiare il fenomeno, piuttosto diffuso, di preparazione di bocconi avvelenati ed esche “fai da te”, usate in caso di infestazione di animali sgraditi o pericolosi e risulta di particolare interesse, in considerazione della rilevanza che il fenomeno può assumere in campagna. Oltre al generale divieto di preparare, utilizzare, abbandonare in modo improprio esche e bocconi avvelenati, l’ordinanza prevede specifiche disposizioni per l’effettuazione, da parte di ditte autorizzate, delle operazioni di disinfestazione o derattizzazione, finalizzate a tutelare l’uomo e le specie animali non bersaglio. In tali casi, deve essere garantita adeguata pubblicità delle attività svolte, attraverso specifici avvisi da esporre nelle zone interessate con almeno cinque giorni di anticipo. I veterinari o i proprietari dell’animale deceduto a causa di tali sostanze devono effettuare una comunicazione all’autorità competente e i Sindaci, quando accertino la violazione delle disposizioni dell’ordinanza, devono attivare tutte le iniziative finalizzate a indagare sui responsabili ed a bonificare il terreno dalle sostanze inquinanti o velenose. Sono anche previste misure obbligatorie per i produttori di presidi medico-chirurgici, di prodotti fitosanitari e di sostanze pericolose appartenenti alle categorie dei topicidi, ratticidi, lumachicidi e nematocidi , che devono aggiungere ai prodotti sostanze amare e sgradevoli, per limitare il rischio di assunzione da parte di bambini o altre specie animali e che devono predisporre le cosiddette “esche” con contenitori che possano essere accessibili solo all’animale che si intende eliminare. |
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