il Punto Coldiretti

Dalla Corte Costituzionale ok ai referendum su affidamento dei servizi pubblici e nucleare

La Corte Costituzionale si è pronunciata sull’ammissibilità di alcuni referendum, le cui proposte sono finalizzate  ad una revisione del sistema degli affidamenti dei servizi pubblici locali di rilevanza economica e ad una sostanziale eliminazione dell’impianto normativo che disciplina la possibilità di apertura di centrali nucleari in Italia.

In materia di affidamento dei servizi pubblici,  è stato dichiarato ammissibile, in particolare, il quesito che prevede l’abrogazione dell’intera norma (articolo 23 bis del D.L. 112/08) che attualmente disciplina le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

La soppressione della norma avrebbe come effetto, quindi, l’eliminazione del meccanismo  che prevede - come principio generale - il superamento, entro il 31 dicembre 2011, degli affidamenti dei servizi pubblici locali cosiddetti in house, (vale a dire a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipate dall'ente locale) a vantaggio di affidamenti essenzialmente privati.

Non è stato, invece, ritenuto ammissibile (anche se la richiesta è da ritenersi assorbita nel quesito ammesso), la proposta di abrogazione parziale della medesima norma, con esclusivo riferimento agli affidamenti in materia di acqua.

La Corte Costituzionale, inoltre, ha ammesso il quesito che prevede l’eliminazione del criterio di “adeguatezza della remunerazione del capitale investito” come elemento da prendere in considerazione nella fase di determinazione della tariffa dovuta dagli utenti per il servizio idrico.

E’ stato, invece, giudicato  inammissibile il quesito per l’abrogazione di un'altra norma del Codice dell'ambiente (articolo 150 del d.lgs.152/06) che disciplina le forme di gestione e le procedure di affidamento in materia di risorse idriche.

Per quanto concerne la tematica relativa al nucleare, la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il quesito che prevede, attraverso un’articolata e complessa richiesta, l’abrogazione di tutte le norme che disciplinano e legittimano la produzione di energia da fonte nucleare nel nostro Stato.

Dopo 24 anni dal referendum sulla medesima questione, i cittadini, tra il 15 aprile ed il 15 giugno, saranno chiamati ad esprimersi nuovamente sulla possibilità che in Italia vengano realizzate e messe in esercizio centrali nucleari, eventualità che  sarebbe preclusa, invece, nel caso di vittoria del “sì”.

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