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Efficienza energetica, dall’Enea nuove guide operative per l’agricoltura

L'Enea ha pubblicato una nuova versione della guida operativa per l’ottenimento dei titoli di efficienza energetica (certificati bianchi), anche alla luce delle modifiche introdotte al sistema dal decreto 28 dicembre 2012. Rispetto alla precedente, questa versione (la 3.1) contiene piccoli aggiustamenti ed aggiornamenti, in attesa di un rimaneggiamento più completo, atteso per fine anno.

Di particolare interesse per il settore agricolo, tuttavia, è l’inserimento nel documento di una nuova guida - che si aggiunge alle 15 già pubblicate e dedicate ad altrettanti settori di intervento - relativa alla scheda standardizzata 40E, per l'installazione di impianti di riscaldamento alimentati a biomassa legnosa per la serricoltura.

Tale scheda, infatti, inizialmente è stata caratterizzata da problemi interpretativi che ne hanno limitato l’applicazione, ma grazie alla nuova guida queste criticità, a detta dell’Enea, dovrebbero essere in via di risoluzione proprio in virtù di un maggiore approfondimento degli aspetti tecnici e logistici, legati al sistema serra, unitamente a considerazioni funzionali alla soluzione dei dubbi relativi all’immissione a sistema della Rvc (Richiesta di Verifica e Certificazione dei risparmi), elemento considerato tra quelli di maggiore criticità della scheda tecnica.

Sempre a cura dell’Enea, si consiglia anche la consultazione della guida settoriale espressamente dedicata all’agricoltura, per disporre di un più ampio scenario circa le possibilità di ottenimento dei certificati bianchi da parte delle imprese agricole. Il lavoro dell’Enea sembra, dunque, orientato a favorire il massimo coinvolgimento del settore agricolo nel campo dell’efficienza energetica, ma oltre alla predisposizione di nuove schede per l’accesso ai certificati bianchi, il sistema incentivante andrebbe rivisto nel complesso, in funzione di alcune specificità del settore agricolo. Attualmente, infatti, il sistema dei certificati bianchi resta di difficile applicazione per le imprese agricole, così come per quasi tutte le Pmi. 

Questo, infatti, ritagliato sulle esigenze delle realtà industriali, non risulta rispondente ai fini della diffusione di interventi di efficientamento energetico in agricoltura. Tra i principali fattori limitanti si ravvisa, ad esempio, la mancanza della definizione di modalità atte a disciplinare il rapporto tra i destinatari dell’incentivo (Esco, ecc.) e i soggetti che effettivamente sostengono gli investimenti per il miglioramento dell’efficienza energetica.

Anche le taglie minime necessarie al conseguimento del diritto ai certificati rappresentano un ostacolo per l’accesso a questo sistema da parte delle imprese agricole di piccola e media dimensione. Da ultimo, oltre alla mancanza di una armonizzazione tra i diversi incentivi destinati all’efficienza energetica (certificati bianchi, decreto termico, detrazioni fiscali), si segnalano le difficoltà legate alla cumulabilità di queste misure rispetto ad altri sostegni a cui possono accedere le imprese agricole.

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