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Fanghi in agricoltura, ok all’utilizzo nel rispetto delle soglie limite

Lo spandimento dei fanghi in agricoltura deve avvenire rispettando le quantità massime di distribuzione per ettaro di terreno, cosicché le sostanze potenzialmente inquinanti siano distribuite e diluite in modo da permettere il loro contenimento entro la soglia prevista dalla legge.

Ciò è quanto ha stabilito il Tar Sardegna con sentenza 5 giugno 2012, n. 562, che ha annullato il provvedimento di un’amministrazione comunale con il quale è stata ordinata la sospensione dello spandimento di fanghi biologici sui terreni di un’impresa agricola, poiché ritenuti una possibile fonte di inquinamento.

Si ricorda che è ammessa l'utilizzazione in agricoltura dei fanghi a condizione che siano stati sottoposti a trattamento e siano idonei a produrre un effetto concimante nonché correttivo del terreno. A riguardo, un’eventuale tossicità delle sostanze presenti sul suolo dopo lo spandimento dei fanghi deve essere valutata caso per caso, quindi, è stata ritenuta errata la valutazione compiuta dal Comune di un potenziale inquinamento che verrebbe prodotto dalla loro utilizzazione, posto che non può sostenersi da un punto di vista scientifico che, in generale, i fanghi contengano sempre sostanze tossiche in concentrazioni dannose per il terreno, per le colture, per gli animali, per l'uomo e per l'ambiente.

E’ stato accertato che il divieto posto dall’amministrazione comunale è dipeso da un’errata interpretazione della normativa in materia, in quanto il calcolo dei valori soglia delle possibili sostanze tossiche è stato effettuato direttamente sui fanghi. Viceversa, la legge prevede, chiaramente, che è sul terreno, dopo che in esso sia stato incorporato il fango, che deve verificarsi il rispetto dei limiti. Non è, quindi, corretto utilizzare la soglia limite che il legislatore ha individuato per il terreno anche per il fango, in quanto i valori soglia individuati per quest’ultimo sono calcolati rispetto a parametri diversi da quelli previsti per i suoli.

Il giudice amministrativo ha, pertanto, annullato il provvedimento del Comune con il quale è stato bloccato l’utilizzo dei fanghi in agricoltura, poiché frutto di un’errata valutazione. Nel caso specifico, è stato accertato che la concentrazione delle sostanze inquinanti non era idonea a giustificare un allarme per la sicurezza. Ad ogni modo, è chiaro che nell’utilizzo dei fanghi in agricoltura bisogna prestare sempre molta attenzione e adottare tutte le cautele necessarie.

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