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Firmato il decreto sulla Strategia energetica nazionale

I ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente hanno firmato il decreto interministeriale della Strategia Energetica Nazionale (Sen) che chiude la procedura di consultazione pubblica avviata qualche mese fa. Il documento dovrebbe essere presentato giovedì 14 marzo. La firma arriva al termine del  riesame del documento da parte delle amministrazioni competenti sulla base dei contributi ricevuti nell’ambito della procedura di consultazione pubblica.

In una nota del sottosegretario allo Ministero dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, si rimarca come la versione finale del documento recepisca i numerosi contributi provenienti da oltre cento realtà tra istituzioni, associazioni di categoria e ambientaliste e parti sociali. “Si tratta - ha aggiunto De Vincenti - di un documento che per la ricchezza delle analisi, delle indicazioni di prospettiva che contiene, e per la priorità che assegna all'efficienza energetica e alla green economy, rappresenta un patrimonio a disposizione di tutti e in primo luogo del governo che verrà, senza voler precostituire alcunché”.

Coldiretti ha partecipato alla consultazione pubblica sulla Sen inviando un contributo. Le osservazioni si sono concentrate sulla necessità di rendere disponibili maggiori risorse per incentivare le fonti termiche poiché permane un disequilibrio, in termini di volumi assegnati, rispetto all’incentivazione del settore elettrico.

Nell’ambito di quest’ultimo Coldiretti ha rilevato la necessità di dare maggiore sostegno alle biomasse rispetto al fotovoltaico e all’eolico. Nel merito è stata evidenziata l’esigenza di rivedere gli obiettivi indicati per lo sviluppo delle fonti rinnovabili al 2020, innalzando quello relativo alle fonti termiche (attualmente fissato al 19%) e riducendo quello delle fonti elettriche (attualmente al 37%).

Secondo Coldiretti, infatti, la necessità di dare maggiore impulso al settore delle rinnovabili termiche nasce dalla considerazione che, rispetto a quelle elettriche, si configurano come fonti più “a misura di territorio”, anche per quanto riguarda le occasioni di coinvolgimento del settore agro-forestale. Inoltre, le rinnovabili termiche possono svilupparsi con minori costi e maggiori ricadute per l’economia italiana rispetto alle rinnovabili elettriche (analizzando i dati contenuti nella Strategia si evidenzia, infatti, come la produzione di 1 Mtep di energia rinnovabile costa 150 milioni di euro se ottenuto con le rinnovabili termiche, 210 milioni se ottenuto mediante attività di efficientamento energetico e ben 1.400 milioni di euro se ottenuto da rinnovabili elettriche).

Un maggiore sostegno della produzione di energia termica da fonti rinnovabili, infatti, oltre a costituire un’occasione per perseguire obiettivi di efficienza energetica nel comparto agro-forestale, potrebbe rappresentare un opportunità per contribuire al rilancio dell’attività di gestione dei boschi grazie al valore aggiunto costituito dalla possibilità di impiego a fini energetici dei prodotti legnosi (legna, cippato e pellet), in un contesto di filiera corta.

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