il Punto Coldiretti

Meno fondi per il teleriscaldamento, allarme tra le imprese del comparto termico

La decisione del Governo di destinare parte del fondo di garanzia (d.lgs. 28/2011 art. 22), accantonato per la realizzazione delle reti di teleriscaldamento, a favore dell’efficienza degli edifici pubblici, ha suscitato grandi preoccupazioni nell’ambito delle imprese che operano nel comparto termico e dell’efficienze energetica.

Come si legge anche in un comunicato del Coordinamento delle Associazioni delle rinnovabili termiche ed efficienza energetica (Carte), si tratterebbe di una consistente decurtazione delle risorse destinate al teleriscaldamento ed una conseguente limitazione degli interventi nel più ampio comparto dell’efficienza energetica.

Le imprese del settore, infatti, considerano molto grave che le risorse destinate – ma non ancora utilizzabili – all’avviamento di piani per la realizzazione di infrastrutture energetiche a basso rischio di impresa, quali le reti di teleriscaldamento e raffrescamento, vengano decurtate per interventi sull’efficientamento degli edifici. Questa proposta, se non verrà emendata, rischia di consolidare ulteriormente l’ineguaglianza di trattamento tra il comparto elettrico e quello termico delle fonti rinnovabili.

Si noti come, anche a livello europeo, nonostante il comparto termico e quello dell’efficienza energetica garantiscano, in termini di costi-benefici, i maggiori vantaggi per il sistema Paese, questi settori sono caratterizzati, in Italia, da investimenti molto più bassi rispetto a quelli degli altri Stati membri.

La necessità di puntare sull’efficienza e sulle rinnovabili termiche è anche legata al fatto che questi settori esprimono una filiera industriale nazionale e di know how consolidato. Investendo su questi settori, inoltre, si può andare ben oltre l’obiettivo minimo di diffusione delle fonti rinnovabili sul consumo di energia totale nazionale (17 per cento), riducendo i costi dell’incentivazione e aumentando le ricadute positive sull’economia italiana.

Si ricorda, al proposito, che il settore termico, per le sue caratteristiche intrinseche, legate principalmente alle difficoltà di trasporto dell’energia, si presta ad essere definito “a misura di territorio”. Al suo sviluppo, infatti, è legata una importante opportunità di attivazione di filiere bosco-legna-energia. Anche lo sviluppo di reti di teleriscaldamento, se alimentate con biomassa residuale o da gestione forestale prevenienti dal territorio limitrofo, rappresentano un occasione per valorizzare le biomasse legnose di origine territoriale.

Queste occasioni di reddito, per gli operatori agro-forestali, risultano di primaria importanza, anche in funzione delle altre importanti funzioni sociali, ambientali e paesaggistiche, che fanno capo alla gestione del nostro ingente patrimonio forestale.

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