il Punto Coldiretti

Incontro a Roma per i Consiglieri ecclesiastici della Coldiretti

Il nostro ruolo non solo nelle federazioni provinciali o regionali ma anche nella ordinaria vita pastorale delle nostre comunità, quel ruolo discreto e amicale che accompagna e incoraggia scelte sempre vicine alla dottrina sociale della chiesa, è stato uno dei temi al centro dell’incontro nazionale dei Consigliere ecclesiastici della Coldiretti, svoltosi lo scorso 16 gennaio a Palazzo Rospigliosi a Roma.

Gli argomenti affrontati hanno riguardato anche la preoccupazione che il mondo agricolo attraversa in questi mesi di conflitto bellico e di aumento dei costi delle materie prime in particolare l'energia, come il cibo italiano può essere maggiormente tutelato (contro le pratiche sleali) sia nel mercato italiano che in quello internazionale contro le contraffazioni.

Inoltre abbiamo visto come in Europa l’etichetta a semafori (nutri-score) penalizzano prodotti distintivi e di eccellenza del nostro territorio, nubi circa le autorizzazioni per la produzione del cibo sintetico, che alterano drammaticamente lo scenario legato alla produzione di cibo (senza animali, senza latte, senza pesci, senza vino, senza terra…) modificano radicalmente il rapporto natura – uomo con le implicazione di carattere etico.

Una sorpresa, dopo 10 anni di campagna amica, i mercati contadini che hanno suscitato l’interesse dell’Onu come modello di sviluppo dal basso da estendere e far conoscere a tanti paesi che non hanno l’opportunità della vendita diretta, eliminando la filiera dal campo alla tavola, che tante volte fa perdere reddito alle nostre aziende.

Infine nel pomeriggio abbiamo avuto la visita del segretario generale Vincenzo Gesmundo che partendo da uno scritto di Ratzinger del 1969 “dalla crisi odierna emergerà una chiesa avrà perso molto. Diventerà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi….” in cui si prevedevano tempi non semplici per la chiesa perdita di fede, numeri ridotti per i sacramenti, intravedeva già nel post- concilio aperture nuove a patto di una schiera di testimoni credibili. Ai lavori hanno preso parte con   interessanti interventi anche  Alessandro Apolito, Luigi Scordamaglia e Carmelo Troccoli.

Il giorno successivo (17 gennaio) festa di Sant'Antonio abate come da tradizione da circa 15 anni si è svolta una celebrazione eucaristica e con la benedizione degli animali promossa in collaborazione con l’Aia (Associazione italiana allevatori). Il cardinale Mauro Gambetti (arciprete della chiesa di San Pietro) nell’omelia ha messo in luce la figura dell'allevatore che accompagna e sostiene il benessere animale, salvaguardando il territorio come un custode, ha enucleato le preoccupazioni per il futuro legato a regole stringenti o anche all'incertezza della politica  internazionale, dove non tutto è possibile prevedere.

Infine ha affidato a Sant'Antonio abate, protettore degli allevatori la fecondità e la ricchezza del lavoro quotidiano.

In piazza Pio XII, ha benedetto gli animali (mucche, pecore, asini, conigli oche…) con la presenza dei cavalli (circa 80) rappresentanti della fanfara dei carabinieri e dei Lancieri di Montebello che hanno incuriosito e colorato la  piazza. Al termine della benedizione ha ricordato i temi dell'ambiente e della sostenibilità.

In conclusione, dall’incontro è emerso come il lavoro per i consiglieri ecclesiastici sia ancora utile e fruttuoso, perché le esigenze etiche di oggi sono più importanti di allora.

don Nicola

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