Legge di Bilancio 2026: stop ad Opzione Donna e Quota 103
La Legge di Bilancio 2026, approvata il 30 dicembre scorso dopo un lungo confronto politico, introduce cambiamenti rilevanti sul fronte previdenziale. La manovra, pari a circa 22 miliardi di euro, secondo il Ministero dell’Economia, non determinerà un aumento del disavanzo pubblico e si inserisce in un quadro di salvaguardia della sostenibilità dei conti dello Stato. In particolare, in tema di previdenza, le novità non si limitano all’anno in corso, ma delineano un percorso che incide anche sui tempi di accesso al pensionamento. Già a partire dal 2026 escono di scena Opzione Donna e la pensione anticipata flessibile, meglio conosciuta come Quota 103. Restano tuttavia impregiudicati i diritti di chi ha già maturato i requisiti: Opzione Donna potrà essere esercitata anche successivamente se i requisiti sono stati raggiunti entro il 31 dicembre 2024, mentre Quota 103 rimane salva per chi li ha conseguiti entro il 31 dicembre 2025. Resiste, invece, l’Ape Sociale che consente l’uscita anticipata dal lavoro rispetto alla pensione di vecchiaia per particolari categorie di individui, in relazione a condizioni soggettive o allo svolgimento di una particolare attività lavorativa. Le novità più incisive scatteranno dal 2027, quando prenderà avvio un graduale innalzamento dell’età pensionabile legato all’adeguamento alla speranza di vita. Per lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e per i lavoratori autonomi, l’aumento sarà di un mese dal 1° gennaio 2027 e di ulteriori due mesi dal 2028, quindi l’incremento complessivo sarà di tre mesi nell’arco di due anni. Un percorso più articolato coinvolge il comparto sicurezza, per il quale l’adeguamento porterà a un prolungamento del servizio fino a sei mesi entro il 2030. Il personale, quindi, subirà un adeguamento di tre mesi dal 2027 e si aggiungerà poi un altro mese rispettivamente dal 1° gennaio 2028, dal 1° gennaio 2029 e dal 1° gennaio 2030. Esclusi da questi incrementi i lavoratori impiegati in attività usuranti o notturne, che continueranno ad accedere alla pensione con età ridotte. Sono inoltre tutelati i lavoratori precoci, ai quali non si applicheranno gli ulteriori adeguamenti dal 2027, a condizione che rientrino tra coloro che hanno svolto lavori gravosi o usuranti. Non sono stati approvati poi gli emendamenti che paventavano penalizzazione per chi aveva riscattato la laurea. Dietrofront anche sui fondi pensione per le prestazioni del regime contributivo, in relazione alla possibilità di computare, su richiesta, le rendite di previdenza integrativa per raggiungere l’importo soglia richiesto per l’accesso alla pensione anticipata o di vecchiaia contributiva. Come la precedente, la nuova Legge di Bilancio prevede un aumento della maggiorazione di 20 euro mensili per le pensioni minime per i soggetti in condizioni disagiate e conseguentemente, aumenta da 104 a 260 euro annui il limite reddituale massimo oltre il quale l’incremento in oggetto non è riconosciuto. Novità anche per i termini di pagamento del TFS/TFR: a partire dal 2027, i dipendenti pubblici cessati per limite di età (67 anni), percepiranno il TFS non più dopo un anno, ma bensì dopo soli nove mesi dalla cessazione. Prorogato anche il bonus per il posticipo del pensionamento che permette di ricevere in busta paga, esentasse, la propria quota di contributi versata ogni mese all’Inps a patto che si rinvii il pensionamento. Non essendoci più Quota 103, sarà ora percorribile solo da chi matura i requisiti per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2026. |
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