il Punto Coldiretti

Le promesse della Von der Leyen non fermano la protesta

Sotto pressione della imminente manifestazione, la presidente della Commissione Europea in un videomessaggio del 15 dicembre 2025 per le giornate agroalimentari dell’Ue ha promesse senza tuttavia convincere gli agricoltori europei che hanno confermato appieno le ragioni della protesta a Bruxelles il 18 dicembre 2025. La presidente ha infatti annunciato che la Commissione lancerà “una campagna ‘Buy European food’ per fornire un maggiore sostegno al vostro settore vitale”. “Sappiamo tutti che state affrontando forti difficoltà, dai dazi doganali all’aumento dei costi di produzione, o al crescente impatto delle condizioni meteorologiche estreme. In tempi di incertezza, il vostro settore ha bisogno di affidabilità e sostegno”, ha aggiunto. “I nostri agricoltori e pescatori non sono importanti solo per l’Europa, siete indispensabili.

Il nostro settore agroalimentare è la spina dorsale dell’indipendenza dell’Europa: voi mettete cibo di alta qualità sulle nostre tavole e garantite la sicurezza alimentare per i 450 milioni di cittadini dell’Unione europea”, ha sottolineato. “L’agricoltura sarà al centro del nostro prossimo bilancio” a lungo termine” ha aggiunto. “Non solo stiamo fissando una dotazione minima per il sostegno al reddito degli agricoltori e dei pescatori ma gli Stati membri e le regioni avranno il potere e la flessibilità di fornire ulteriore sostegno alle zone rurali, in modo che il sostegno possa arrivare dove è più necessario”, ha ricordato.  

 La leader tedesca ha ricordato che il sostegno Ue al comparto agricolo fa leva su quattro pilastri: semplificazione, ricambio generazionale, agricoltura al centro del bilancio Ue e accordi commerciali “con elevati standard” che tutelino gli agricoltori. “Stiamo concludendo una serie di nuovi accordi commerciali per crearne ancora di più e, come sempre, garantire tutte le protezioni e le salvaguardie necessarie”, ha sottolineato, in riferimento anche all’accordo con il blocco sudamericano del Mercosur.

“Garanzie che assicurano condizioni di parità e proteggono gli standard di sicurezza alimentare. Se necessario, possiamo limitare l’afflusso dei prodotti più sensibili. Apriremo nuovi mercati e proteggeremo sempre i nostri agricoltori”, ha assicurato. Promesse che si scontrano con la realtà dei fatti come hanno dimostrato i 20mila agricoltori che hanno manifestato a Bruxelles. “Se Ursula Von der Leyen e i suoi tecnocrati intendono davvero mettere gli agricoltori al centro del prossimo bilancio europeo, deve prima smettere di dire una cosa e farne l’opposto” afferma Coldiretti.  Non è credibile parlare di sostegno al mondo agricolo mentre si porta avanti un piano che prevede il taglio di 90 miliardi di euro alla Pac, di cui 9 miliardi sottratti all’agricoltura italiana, colpendo direttamente redditi, produzioni e sicurezza alimentare.

E’ pura propaganda annunciare iniziative per favorire il consumo di prodotti europei, sottolinea l’organizzazione agricola, senza creare le condizioni perché ciò avvenga davvero. Senza l’obbligo dell’etichetta d’origine e senza una revisione radicale di accordi come il Mercosur, così come oggi impostato, si continua a spalancare il mercato a produzioni che non rispettano le stesse regole ambientali, sociali e sanitarie, danneggiando l’agricoltura europea e mettendo a rischio la salute dei cittadini. Coldiretti sottolinea come le parole della presidente della Commissione europea siano smentite dai fatti: tagli alla Pac, importazioni senza reciprocità e nessuna reale tutela del cibo europeo.

Questa non è una politica agricola, è l’abbandono consapevole dell’agricoltura e della sovranità alimentare dell’Unione, è la dimostrazione che la Von der Leyen non è in grado di gestire il ruolo istituzionale che ricopre e che, come nel caso del Mercosur, continua ad ingannare agricoltori e cittadini consumatori di tutta Europa.  Una scelta folle che dimostra tutta la miopia dell’attuale Commissione, che mette a rischio la sovranità alimentare di 450 milioni di cittadini, mentre grandi potenze come gli Usa e la Cina vanno ad aumentare le risorse destinate alla produzione agricola.

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