Vendemmia verde, una valida alternativa alla distillazione di crisi 

All’interno delle misure attivabili mediante il Programma Nazionale di Sostegno per il settore vitivinicolo (PNS-vino), la recente riforma della Ocm vino ha introdotto la “vendemmia verde”. Con l’ultima modifica del PNS-vino - trasmessa a Bruxelles lo scorso 30 giugno - l’Italia ha previsto l’applicazione della misura, destinando un budget di 30 milioni di euro a partire dalla annualità 2010.

Nei giorni scorsi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il relativo decreto nazionale applicativo che consentirà alle Regioni interessate di attivare la misura secondo le disposizioni comunitarie. La misura è da ritenersi una valida alternativa alla distillazione di crisi. Per questo, sebbene siano innegabili alcune difficoltà di gestione, Coldiretti si è sempre mostrata favorevole alla sua attivazione.

Per “vendemmia verde” l’Ue intende la completa distruzione o eliminazione dei grappoli non ancora giunti a maturazione, in modo da ridurre a zero la resa dell’intera unità vitata.
A fronte di questa pratica - che dovrà essere effettuata in ogni caso prima dell’invaiatura  e del rispetto per il primo anno dalla riscossione dell’aiuto delle norme sulla condizionalità - i produttori riceveranno un aiuto forfettario ad ettaro che, in ogni caso, non potrà essere superiore al 50% della somma data dai costi di eliminazione dei grappoli e la perdita di reddito conseguente. La superficie oggetto di intervento dovrà essere misurata nel rispetto di quanto stabilito dall’art. 75 del Regolamento 555/08 (superficie GIS misurata da palo a palo).

La misura è di applicazione regionale. Le Regioni e Provincie Autonome, oltre a decidere se applicare o meno la misura, dovranno stabilire la superficie minima e/o massima oggetto dell’intervento, decidere se escludere o meno alcune aree o categorie di vigneti o varietà di uva, fissare le priorità per le eventuali graduatorie, il metodo da attuare per la eliminazione dei grappoli (manuale, meccanico o chimico), i tempi e modalità per la presentazione delle istanze.

II decreto ha stabilito che l'importo dell'aiuto dovrà essere determinato dalle Regioni, tenendo conto sia del Regolamento Comunitario (in particolare art. 14 del Reg. 555/08) sia dei criteri individuati da un apposito Comitato (composto da Ministero, Regioni, Agea, Inea, Ismea e Cra). Il Mipaaf ha già assicurato che nelle prossime settimane il Comitato sarà formalmente costituito e provvederà in tempi brevissimi a stabilire i criteri nazionali da seguire in modo da consentire la definitiva fissazione degli importi da parte delle Regioni.

Il decreto ha stabilito anche la ripartizione delle risorse tra le Regioni che viene pubblicata in tabella. Dal momento che non tutte le Regioni si sono mostrate disponibili all’applicazione di questa misura, il decreto dà la possibilità a quelle che non volessero applicarla di destinare le risorse loro assegnate alle altre misure del Programma Nazionale di Sostegno.

I produttori interessati dovranno presentare una domanda di preadesione alla propria Regione e successivamente, solo a seguito di effettiva attivazione della misura e positivo inserimento nella eventuale graduatoria, presentare la domanda di aiuto all’Organismo Pagatore competente. L’Organismo pagatore avrà il compito di effettuare i dovuti controlli (a campione o mediante telerilevamento per quanto riguarda l’esistenza del vigneto e la effettiva coltivazione dell’unità vitata, o sistematici e in loco per la verifica delle effettiva e completa eliminazione dei grappoli e del metodo utilizzato). I controlli in loco saranno comunque effettuati entro il 31 luglio di ogni anno. Verificato il rispetto delle condizioni previste, i produttori riceveranno l’aiuto.

 

LA RIPARTIZIONE FONDI PER LA VENDEMMIA VERDE ANNO 2010

(Valori in euro)

 

 

 

 

Piemonte

2.246.700,00

 

Val d'Aosta

31.100,00

 

Lombardia

1.008.100,00

 

Trentino AA

661.400,00

 

Bolzano

226.900,00

 

Trento

434.500,00

 

Veneto

3.020.700,00

 

Friuli VG

867.000,00

 

Liguria

84.200,00

 

Emilia Romagna

2.533.900,00

 

Toscana

2.690.700,00

 

Umbria

574.400,00

 

Marche

807.800,00

 

Lazio

1.131.200,00

 

Abruzzo

1.444.800,00

 

Molise

270.000,00

 

Campania

1.206.000,00

 

Puglia

4.159.600,00

 

Basilicata

177.500,00

 

Calabria

535.700,00

 

Sicilia

5.240.200,00

 

Sardegna

1.309.000,00

 

ITALIA

30.000.000,00

 

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