Pac 2020, più ricerca per migliorare la produttività agricola 

La ricerca per migliorare la produttività agricola deve essere estesa alla gestione delle risorse naturali, mentre agli agricoltori devono essere garantiti accesso immediato ai nuovi risultati, anche nel caso di piccole aziende.

Lo ha dichiarato il Commissario Ue per l'agricoltura Dacian Cioloş all’evento “Enhancing innovation & the delivery of research in Eu agriculture”, che ha visto più di trecento tra ricercatori, accademici e parti interessate incontrarsi a Bruxelles per discutere sui modi per migliorare l'innovazione e la traduzione dei risultati della ricerca nel settore agricolo.

Nel suo discorso di apertura alla conferenza Cioloş ha dichiarato: "Promuovere la ricerca, il trasferimento di conoscenze e l'innovazione nel settore agricolo è fondamentale per migliorare la produttività, la sostenibilità e la competitività”. Per questo motivo la Commissione europea ha presentato proposte molto ambiziose, andando a raddoppiare lo stanziamento di risorse che sostiene la ricerca e l’innovazione.

“Oltre al bilancio – ha aggiunto Cioloş - dobbiamo garantire che tutte le parti interessate lavorino insieme in modo integrato e che le buone idee non rimangano confinate alle pubblicazioni accademiche ma siano, piuttosto, rese disponibile al mondo agricolo”.

La ricerca scientifica non può più concentrarsi esclusivamente sulla produzione ma deve prendere in considerazione tutti gli aspetti dell’agricoltura. Questo in linea con la nuova strategia dell’Ue per innovazione nel settore agricolo di cui fa parte l’iniziativa European Innovation Partnership (Eip) “Produttività e sostenibilità dell’agricoltura” e le misure già proposte nel regolamento di riforma del 2° pilastro della Pac, come la cooperazione per promuovere l’innovazione, la consulenza aziendale, gli investimenti per stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro.

Tutti esempi, ha concluso il Commissario, che vanno nella direzione di “accelerare il cambiamento per ridurre efficacemente il divario tra scienziati e agricoltori e trovare soluzioni pratiche per l’innovazione del settore agricolo”.

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