Meno miele italiano a tavola
Il 2024 si sta dimostrando una annata estremamente negativa per la produzione di miele, condizionata dall’andamento climatico che ha spezzato in due l’Italia, tra alluvioni e siccità, con la necessità di intervenire con l’alimentazione di soccorso per evitare la morte per fame delle api, con un calo della domanda di miele nazionale da parte delle principali aziende di confezionamento e commercializzazione, dovuta alla contrazione dei consumi finali e delle esportazioni. Il rallentamento degli scambi e il conseguente accumulo di scorte, confermati da Ismea nel report Tendenze, relativo ai primi 5 mesi del 2024, hanno avuto un impatto negativo sui prezzi, nonostante il calo dei raccolti. I listini all’ingrosso, salvo poche eccezioni, si sono mantenuti infatti sui livelli particolarmente bassi del 2023, con il miele di acacia e il millefiori ai minimi degli ultimi 7 anni. A condizionare il mercato anche la presenza di prodotto estero a prezzi concorrenziali che l’Italia importa specialmente dall’Ungheria, Polonia e Ucraina. L’import pesa il 46% del fabbisogno nazionale, con oltre 24 mila tonnellate di prodotto acquistato dall’estero per un valore prossimo agli 80 milioni di euro. Un dato che rende chiara la necessità di maggiori controlli sul prodotto importato e sulla corretta etichettatura e corrispondenza merceologica del miele posto in commercio, a tutela di produttori e consumatori. La produzione nazionale di miele è stata stimata per il 2023 in circa 22.000 tonnellate, in flessione del 12% rispetto all’anno precedente. Nonostante le preoccupazioni dei produttori, il settore apistico continua ad attrarre nuovi operatori, sia a livello professionistico che hobbistico, affascinati dalla socialità delle api e dalla possibilità di contribuire al mantenimento degli habitat attraverso l’impollinazione. Il numero degli apicoltori in Italia è in costante crescita: nel 2023, secondo le registrazioni nella Banca Dati Nazionale Apicoltura se ne contano quasi 75.000, con un aumento del 37% rispetto al 2019. Di questi, oltre 55.000 sono produttori non professionisti, segnando un incremento del 44% rispetto al 2019. Gli alveari presenti sul territorio nazionale nel 2023 sono oltre 1,53 milioni, in calo del 2% rispetto al 2022. Di questi, l’82% appartiene agli oltre 19 mila apicoltori professionisti. Il Piemonte si conferma la regione con il maggior potenziale produttivo, con oltre 2.600 apicoltori professionisti che possiedono oltre 177.000 alveari, rappresentando il 14% del totale nazionale. Dalla situazione attuale, tra crisi di produzione e dei consumi, emerge necessità di misure di incentivazione dei consumi, attraverso campagne di informazione delle proprietà e delle caratteristiche del miele italiano e degli acquisti del prodotto direttamente dagli apicoltori, per salvaguardare gli allevamenti e gli apicoltori, fondamentali per il mantenimento della biodiversità in Italia. |
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