Mercosur, il caso del Brasile e la mancanza di reciprocita’
In riferimento all’ipotesi di accordo di libero cambio tra Ue e Mercosur e alle preoccupazioni per la mancanza di reciprocità, un contributo interessante viene da un recente dossier diffuso da Slow Food che fa luce sui pesticidi utilizzati in Brasile che contende il podio di maggior esportatore mondiale di mais agli Stati Uniti. Il Brasile è anche, stando ai dati FAO, il maggior consumatore di pesticidi al mondo. Nel 2022 ben 800 milioni di tonnellate di sostanze pesticide attive sono state consumate in Brasile secondo i dati IBAMA (Istituto Brasiliano per l’ambiente e le risorse naturali rinnovabili) e l’uso di pesticidi è massimamente concentrato nelle derrate alimentari destinate all’esportazione. Nel periodo tra il 2010 e il 2020, la quantità di pesticidi venduti in Brasile è aumentata del 78,3%, quasi il triplo della crescita della superficie coltivata nel Paese (27,6%). Nel periodo dal 1 gennaio 2019 al 30 giugno 2022 sul totale dei prodotti chimici registrati, il 50,8% conteneva almeno un principio attivo vietato o non registrato nell’UE. Il Brasile è peraltro il paese che prevede la più rapida procedura di registrazione dei principi attivi: soli 60 giorni, contro i 182 del Messico, i 365 dell’india, i 1200 della Francia, gli 842 dei Paesi Bassi, e le autorizzazioni sono da ritenersi definitive ed eterne, e non prevedono momenti di verifica. Nel 2023 il Congresso brasiliano ha approvato una nuova legge (14.785/2023) sui pesticidi che allenta ulteriormente i criteri di registrazione e indebolisce i poteri delle agenzie per la salute e l’ambiente: con la nuova legge l’intero processo di registrazione è coordinato dal Ministero dell’agricoltura, che subisce l’influenza delle aziende dell’agribusiness e dell’agrochimica. Aziende tedesche come Bayer e Basf si sono espresse in favore della nuova legge. La rivista dell’associazione di ricercatori universitari ANPEGE6 , rileva che – considerando solo i casi in cui per ogni sostanza ci siano più di 40 prodotti commerciali – ci sono 670 prodotti commerciali autorizzati in Brasile che contengono sostanze non autorizzate in UE, come acetato, atrazina, chlorothalonil, chlorpyrifos, diurom, imidacloprid e mancozeb, tutti cancerogeni e/o interferenti endocrini. Due casi di pesticidi non approvati in UE, dimostrano come la situazione sia di assoluta gravità: Glufosinato: erbicida dannoso se ingerito, posto in contatto con la pelle, inalato; può compromettere la fertilità, può danneggiare i feti, può danneggiare gli organi interni. L’UE ne ha vietato l’impiego nel 2020. Nel 2023 la Germania ha esportato in Brasile 6700 tonnellate di Glufosinato. Cyanamide: erbicida e regolatore di crescita, tossico se ingerito; se entra in contatto con la pelle, causa severe ustioni e danni agli occhi; può causare reazioni allergiche della pelle, danni agli organi sul lungo periodo, è dannoso per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata, ed è sospettato di causare cancro, danni ai feti, e disordini della fertilità. La Germania ha esportato 750 tonnellate di Cyanamide in Brasile nel 2023. Nel 2019, fra i prodotti esportati dall’EU in Brasile erano compresi almeno 14 principi attivi altamente pericolosi non più autorizzati in UE, come il fipronil, altamente tossico per le api, il neurotossico chlorpyrifos, l’altamente tossico cianamide, e il propineb, che provoca disfunzioni sessuali e infertilità”. Ma i dati delle esportazioni non danno il quadro completo: il sito della fondazione Heinrich Boll10 riporta, in un articolo del 2023, che le società europee producono direttamente nei paesi terzi, pesticidi contenenti principi attivi vietati in UE. |
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