il Punto Coldiretti

Via libera del Senato alla legge Caselli sui reati agroalimentari

L’Aula del Senato ha approvato il ddl Agroalimentare (ddl n. 1519 sulle disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani), collegato alla manovra, con 80 voti a favore, 44 astenuti e nessun contrario.    Il disegno di legge, approvato dal Senato in prima lettura, ora passa all’esame della Camera. Si tratta di un provvedimento che risale nella forma originaria al 2015, durante il governo Renzi quando venne istituita la commissione Caselli. Gian Carlo Caselli è Presidente Comitato scientifico Fondazione Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti ed è il magistrato a cui si deve l’architettura originaria della legge grazie ad una Commissione istituita per aggiornare il sistema normativo dei controlli. Il testo è stato integrato grazie alle audizioni a livello di Ministero e Parlamento ma anche con le forze dell’ordine.

“Il disegno di legge sui reati agroalimentari approvato rappresenta un passo storico per la protezione delle eccellenze di una filiera agroalimentare allargata che ha raggiunto il valore di 707 miliardi di euro e che vede nella Dop Economy la sua punta d’eccellenza” afferma la Coldiretti nell’evidenziare il coraggio politico del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida nell’aver sostenuto e concretizzato un ddl atteso da dieci anni, che riprende le proposte della cosiddetta “Legge Caselli” da sempre sostenuta dalla più grande organizzazione agricola italiana grazie al lavoro dell’Osservatorio Agromafie. L’auspicio è ora che il provvedimento possa essere velocemente approvato anche dalla Camera.

L’aggiornamento del codice penale con un capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare rappresenta un progresso fondamentale per contrastare efficacemente le frodi nella filiera alimentare – rileva Coldiretti -. Questa riforma mira a tutelare in particolare le denominazioni di origine Dop e Igp che hanno raggiunto un valore quasi 21 miliardi di euro secondo il XXIII Rapporto Ismea-Qualivita. Con l’introduzione del reato di agropirateria si riconosce inoltre finalmente la pericolosità criminale delle attività fraudolente organizzate e reiterate. Soddisfazione anche per la nuova disciplina che rafforza le sanzioni amministrative per chi viola le norme su etichettatura, origine, ingredienti e denominazioni.

Una battaglia che vede da sempre Coldiretti schierata in prima fila per il riconoscimento dell’origine su tutti i prodotti europei e a contrasto di un italian sounding oggi consentito dal codice doganale che permette attraverso l’ultima trasformazione di far diventare un prodotto straniero magicamente made in Italy.

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