il Punto Coldiretti

I disturbi sulle foreste europee potrebbero raddoppiare entro la fine del secolo

Lo studio sulle foreste ha integrato osservazioni satellitari raccolte in oltre trent’anni (1986–2020) con simulazioni avanzate degli ecosistemi forestali condotte in 13.000 siti distribuiti in tutta Europa. Il database risultante, composto da circa 135 milioni di punti di simulazione, è stato utilizzato per addestrare un modello di intelligenza artificiale capace di proiettare lo sviluppo delle foreste e i regimi di disturbo con una risoluzione spaziale di un ettaro. I risultati individuano tra le principali minacce per le foreste europee la crescente incidenza di incendi, tempeste e infestazioni di insetti xilofagi, come il bostrico. L’analisi evidenzia come i disturbi forestali siano destinati ad aumentare in tutti gli scenari considerati. Nei casi caratterizzati da alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore ai 4°C entro il 2100, la superficie forestale colpita da disturbi potrebbe addirittura più che raddoppiare. Le differenze tra le diverse aree del continente risultano particolarmente marcate. L’Europa meridionale e occidentale emerge come la più vulnerabile, con un aumento significativo degli incendi e dello stress idrico, condizioni che favoriscono anche la diffusione di insetti dannosi. L’Europa settentrionale appare nel complesso meno esposta su scala continentale, ma sono comunque previsti hotspot locali di crescente vulnerabilità. Questi risultati indicano che i disturbi forestali stanno assumendo una dimensione sempre più sistemica, con potenziali ripercussioni sui mercati del legno, sui bilanci del carbonio e sulla resilienza degli ecosistemi. In occasione della recente Giornata mondiale delle Foreste, Coldiretti ha ricordato che circa un terzo dei boschi italiani non è gestito, una condizione che contribuisce ad aumentare il rischio di incendi e rende il territorio più esposto anche agli effetti di eventi climatici estremi come siccità, alluvioni e uragani. Per salvaguardare il patrimonio forestale nazionale è quindi fondamentale promuovere una gestione responsabile del territorio montano e delle risorse boschive, migliorare i servizi ecosistemici offerti e rafforzare le filiere foresta-legno e foresta-energia. Un percorso che passa anche dal sostegno al lavoro degli oltre diecimila operatori del settore – tra boscaioli e aziende agricole forestali – impegnati nella gestione sostenibile dei boschi e nella prima lavorazione del legname. Proprio per rispondere a queste sfide è nata Oltrebosco, società costituita da Cai – Consorzi Agrari d’Italia, B.F. S.p.A., Sorgenia Biomasse e Federforeste, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio forestale italiano e trasformarlo in un motore di sviluppo per le aree interne e per l’economia dei territori. 

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