Bene le proposte avanzate oggi dall’Italia al Consiglio Agricoltura e Pesca dell’Unione europea sul Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam) e riso, che vanno nella direzione giusta di rafforzare gli strumenti di difesa commerciale e garantire condizioni di equità per le imprese agricole europee. È quanto afferma Coldiretti nel sottolineare come sia ormai indispensabile un intervento immediato da parte dell’Europa per fronteggiare una fase segnata da tensioni geopolitiche con l’ultimo conflitto in Iran che sta generando un aumento incontrollato dei costi che rischia di mettere in ginocchio il comporto agricolo.
La richiesta di sospensione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam) per fertilizzanti e ammoniaca, come più volte sottolineato da Coldiretti, rappresenta una misura necessaria per evitare un ulteriore aggravio dei costi produttivi a carico delle aziende agricole, già colpite dal caro energia e dalle difficoltà nelle catene di approvvigionamento. Senza un correttivo urgente, il rischio è quello di compromettere la sostenibilità economica delle imprese e la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari europei in un momento in cui il conflitto sto mettendo a dura prova la resistenza delle aziende agricole. In questa fase serve un approccio pragmatico che metta al centro la competitività del settore primario, accompagnando la transizione senza scaricarne i costi sugli agricoltori. È ora fondamentale che la Commissione proceda rapidamente anche con effetto retroattivo e valuti interventi strutturali, a partire dall’esclusione dei fertilizzanti dal sistema Ets, per evitare ulteriori distorsioni competitive. Così come accelerare sul digestato, come avanzato oggi dall’Italia, per dare agli agricoltori un’alternativa concreta ai fertilizzanti chimici e ridurre la dipendenza dall’estero.
Positiva, secondo Coldiretti, anche la spinta italiana sul fronte del riso, con la richiesta di rafforzare le clausole di salvaguardia e abbassare le soglie di attivazione per garantire un intervento realmente efficace contro importazioni che non rispettano gli standard europei. Il principio di reciprocità deve diventare il cardine delle politiche commerciali Ue: non è più tollerabile che prodotti ottenuti senza il rispetto delle stesse regole ambientali, sociali e sanitarie imposte agli agricoltori europei possano entrare nel mercato comune a condizioni di vantaggio. In questo quadro, Coldiretti sottolinea come il riso non sia un caso isolato, ma il segnale di una criticità più ampia che coinvolge diversi comparti agricoli europei.
Allo stesso tempo, Coldiretti sottolinea l’urgenza di intervenire anche sul fronte della pesca, sostenendo la richiesta di revisione immediata del Feampa per attivare strumenti straordinari di sostegno alle imprese ittiche duramente colpite dall’aumento dei costi energetici dovute alla crisi che ha colpito il settore in questo periodo di guerra. Senza misure rapide, il rischio concreto è quello di fermare intere flotte, con gravi conseguenze economiche e sociali per i territori costieri. In un contesto internazionale sempre più instabile, le politiche agricole, commerciali ed energetiche sono ormai profondamente interconnesse. Per questo, conclude Coldiretti, serve un cambio di passo: rafforzare gli strumenti di difesa del mercato interno e anticipare i rischi, proteggendo in modo coerente la sovranità alimentare e produttiva europea. Le iniziative portate avanti dall’Italia rappresentano un segnale importante, ma ora è il momento di passare rapidamente dalle proposte ai fatti.