il Punto Coldiretti

Nuove regole sulle importazioni di prodotti biologici in discussione a Bruxelles

É in discussione a Bruxelles una nuova proposta di regolamento che intende portare alcune modifiche alla normativa di base sull’agricoltura biologica e ad alcune regole sul commercio con i paesi terzi di prodotti biologici.

La proposta di regolamento in discussione nasce da chiare esigenze di rimediare ad alcuni problemi applicativi che si sono evidenziati nei primi anni di vita del Reg. (UE) 848/18.

La Commissione, nel presentare la proposta di regolamento, ha sottolineato la necessità di una semplificazione dell’intero impianto normativo. Ma tale necessità, ampiamente condivisa e ribadita da più parti, non trova riscontro nella proposta in discussione, dove si individuano pochissimi elementi utili in grado di indirizzare verso la semplificazione complessiva del sistema.

Il principale tema introdotto nella proposta di regolamento in discussione riguarda il sistema di importazione di prodotti biologici da paesi terzi. Su questo tema le posizioni di Coldiretti sono molto chiare e riguardano la necessità di una reciprocità nelle regole intra ed extra europee.

Per il biologico già molto è stato fatto in tal senso, eliminando la possibilità di importazioni basate su una equivalenza stabilita dagli organismi di certificazione per passare ad una piena conformità alle regole europee. Il sistema delle equivalenze degli organismi di certificazione nel passato ha creato infatti molte ambiguità e problemi di mercato ed ha dimostrato tutti i suoi limiti.

Il tema delle regole per le importazioni resta comunque centrale per il biologico europeo, anche perché i dati ci segnalano un continuo incremento del ricorso alle importazioni, con problemi sia di mercato che di percezione del prodotto biologico che, agli occhi dei consumatori, rischia di perdere i suoi connotati agricoli, per diventare un generico prodotto di sostenibilità di grandi marchi industriali.

Proroga di 10 anni per gli accordi bilaterali

Al momento le importazioni di prodotto biologico, oltre alla conformità, prevede la possibilità di importare da 11 paesi in regime di equivalenza: Argentina,  Australia, Canada, Costa Rica, India, Israele, Giappone, Repubblica di Corea (Corea del Sud), Nuova Zelanda, Tunisia, Stati Uniti d’America. Si tratta di Paesi per i quali le rispettive norme nazionali sono considerate dalla Commissione UE come “equivalenti” alle norme europee.

Dal regime di equivalenza, secondo quanto previsto dal regolamento attuale, si sarebbe dovuto passare ad un regime di accordi bilaterali (al momento attivi solo in 3 paesi) entro la fine dell’anno in corso.

Il regolamento in discussione prevede che vengano concessi altri 10 anni alla Commissione per trasformare il regime di equivalenza in specifici accordi bilaterali. Questa proroga è indispensabile per non bloccare scambi internazionali ma per Coldiretti è auspicabile che tali accordi vengano sviluppati in maniera compiuta, nei tempi più rapidi possibile.

Uso del logo europeo per prodotti importati

Altro elemento che si ritiene particolarmente critico nella nuova proposta di regolamento riguarda la possibilità di utilizzare il logo europeo del biologico, la cosiddetta eurofoglia, per i prodotti importati dai Paesi in regime di equivalenza.

Per consentire tale utilizzo la proposta di regolamento introduce un nuovo allegato (allegato VII) che contiene alcuni elementi qualificanti il regime di equivalenza nei paesi terzi (divieto idroponica, divieto animali isolati e alla catena, non utilizzo di elettrostimolazione per trasporto animali, condizioni di utilizzo di vitamine, gli aminoacidi e i micronutrienti). La Commissione prevede che per poter utilizzare il logo europeo i produttori di paesi terzi, oltre a quanto definito nelle regole di equivalenza dello specifico paese, debbano rispettare anche queste condizioni minime previste nel nuovo allegato.

Coldiretti ritiene questa una concessione che già certamente favorirà sbocchi di mercato per prodotti biologici di importazione, probabilmente a scapito delle nostre produzioni. L’uso del logo europeo sui prodotti importati in equivalenza, infatti, renderà agli occhi dei consumatori identificabile alla stessa maniera e cioè attraverso l’eurofoglia, il prodotto ottenuto in Europa, il prodotto importato in regime di conformità e il prodotto ottenuto in regime di equivalenza (con il rispetto delle regole previste nel nuovo allegato VII).

Deroga del 5% ai requisiti dell’allegato VII

La Commissione però nella nuova proposta non si ferma qui. Il testo in discussione, infatti, prevede anche una deroga del 5% al rispetto delle regole previste nell’allegato VII per poter utilizzare il logo europeo.

Una deroga che svilisce ulteriormente il significato del logo europeo del biologico e che favorisce ancora di più la possibilità di vendere sul mercato prodotto importato con regole molto differenti da quelle europee, creando una concorrenza poco equa a scapito dei nostri produttori.

Ritenendo inoltre che tale deroga sia molto complessa e di difficile applicazione e controllo, e pertanto in netta contrapposizione con i principi di semplificazione a cui la norma dovrebbe ispirarsi, Coldiretti ha espresso una netta posizione di contrarietà a questa ulteriore deroga a favore degli importatori di prodotti biologici.

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