il Punto Coldiretti

Un impegno lungimirante diventato patrimonio di tutti

Reciprocità, trasparenza, origine, controlli. Ora sono diventate parole d’ordine condivise, ma a lanciarle da anni e in assoluta solitudine è stata la Coldiretti.

E i risultati si cominciano a vedere. Il commissario Ue alla Salute,  Oliver Varhelyi, nella due giorni a Roma  ha pienamente riconosciuto il ruolo dei contadini guardiani della salute su cui Coldiretti ha investito in questi ultimi 20 anni, unica organizzazione agricola ad aver messo al centro la difesa dei suoi produttori sullo stesso piano di quella dei consumatori. Un patto che si rinnova  e che viene rafforzato da sempre nuovi risultati. Nonostante i tanti obiettivi centrati Coldiretti non molla la presa e punta ora all’etichetta con l’indicazione di origine per tutti i prodotti alimentari obbligatoria in tutta Europa. Ma rivendica anche più controlli delle importazioni. Il suo chiodo fisso, perché la salute dei cittadini è affidata anche alla capacità di fermare materie prime che contengono residui di fitofarmaci vietati in Europa perché dannosi.  Richieste  che nascono da un confronto serrato non solo con i propri soci, ma con i cittadini, le istituzioni locali, nazionali ed estere. Con luoghi di vendita di cibi di qualità come i mercati di Campagna Amica diventati hub di formazione alla cultura del mangiare sano e 100% italiano. La consapevolezza della Coldiretti è che si sta giocando una partita a tutto campo e determinante per il futuro dell’agricoltura, del Paese e dell’Europa.

“Serve un’alleanza strategica europea per estendere l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta a tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione Europea e riformare l’attuale codice doganale – ha detto al commissario il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini – l’Ue deve arrivare a un elemento di trasparenza, dando la possibilità ai cittadini di non essere ingannati e di sapere esattamente quello che acquistano in modo libero, trasparente, legato a quella che è la provenienza del cibo proveniente dai vari stati membri”.  Il presidente e il segretario generale, Vincenzo Gesmundo, hanno a  consegnato a Varhelyi, un maxi “assegno” a simboleggiare il milione di firme raccolte e le 2103 delibere tra Regioni, Province, Anci e Comuni italiani per tutelare trasparenza e salute con l’etichettatura d’origine obbligatoria sui cibi in commercio in Europa e la riforma del Codice doganale.  Il cibo è diventato la preoccupazione N.1 dei cittadini europei.

“Il primo problema – ha spiegato Gesmundo – non è né la sicurezza energetica né la sicurezza militare. Il primo problema è la salute. E il cibo è l’anticamera perché un corpo umano vada in una direzione sbagliata piuttosto che in una direzione sana e salutare. Al Commissario chiediamo dunque misure urgenti finalizzate a limitare la promozione e il consumo dei cibi ultra formulati, poiché ne va della salute dei nostri figli e della tenuta dell’assistenza sanitaria pubblica”.

Il commissario ha riconosciuto il ruolo chiave del cibo sano nel ridurre i rischi per esempio delle malattie cardiovascolari. Con un impatto positivo anche sui conti della sanità che oggi per la cura di questa patologia superano in Europa i 282 miliardi.

Anche su questo fronte la Coldiretti ha giocato d’anticipo. Perché da anni si batte per arginare i cibi ultraformulati  e lo fa con il supporto di   un’eccellenza nel campo della medicina e della ricerca come il Policlinico Gemelli. Con il professor Antonio Gasbarrini, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Aletheia e Direttore Scientifico Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, Gesmundo ha illustrato al Commissario i pericoli legati al consumo di prodotti ultra formulati, contrapposti al cibo sano della Dieta mediterranea. E allora ortofrutta di stagione, cereali, legumi, oltre a pesce, uova, carne, olio extravergine d’oliva, vino contro

merendine confezionate, ricche di zuccheri, grassi raffinati e additivi,  snack salati in busta, bevande e barrette  energetiche, piatti pronti e precotti, ricchi di conservanti, grassi e sodio. Una battaglia di civiltà che conferma ancora una volta come la Coldiretti non sia solo  una organizzazione di rappresentanza del mondo agricolo e agroalimentare, ma una forza sociale in grado di incidere  con la forza delle idee e la capacità di mobilitazione sul corso di una storia  con tante ombre. La strada è ancora lunga per  arrivare a una trasparenza piena, ma il cantiere non si ferma. E l’aver portato dalla sua parte un commissario alla Salute (solitamente sono stati i meno amici dell’agricoltura) è per Coldiretti un obiettivo centrato importante.

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