L’export dei prodotti agricoli europei corre, ma meno dell’import
In crescita import ed export di prodotti agricoli nell’Unione europea. Secondo gli ultimi dati Eurostat, pubblicati il 12 maggio, il saldo è positivo per 24,7 miliardi. L’export nel 2025 ha raggiunto 238,2 miliardi (+1,6% sul 2024) , mentre l’import si è attestato a 213,5 miliardi (+9,3%).Secondo i dati europei tra il 2015 e il 2025 l’incremento delle spedizioni è stato rilevante con un tasso medio del 4,4% annuo, ma gli acquisti hanno accelerato la corsa: + 5%. I dati confermano la tenuta delle esportazioni agricole europee, ma fanno suonare anche un campanello d’allarme per il sorpasso delle importazioni sulle esportazioni. Un trend che se continua a questo ritmo potrebbe rendere sempre meno autosufficiente sul fronte agricolo la Ue. Una situazione particolarmente allarmante in questa fase in cui le guerre stanno mettendo a dura prova i sistemi produttivi europei con l’impennata dei costi. Mentre il cibo è sempre più un’arma di guerra, dall’Ucraina al Medio Oriente. I dati Eurostat confermano le preoccupazioni espresse dalla Coldiretti che da anni denuncia politiche europee dettate dalle ideologie e finalizzate non a sostenere gli agricoltori, ma a condurre allo smantellamento delle imprese. Anche la nuova Commissione, che pure ha prodotto un piano per l’agricoltura assolutamente condivisibile sulla carta con impegni a rilanciare il settore agroalimentare, poi però come atto concreto ha proposto il taglio degli aiuti della Politica agricola comune, l’unica politica veramente integrata dell’Unione europea. Grazie alla scesa in campo della Coldiretti e al suo pressing sulle istituzioni la riduzione delle risorse è stata scongiurata. Resta però l’amarezza di una scelta che comunque la dice lunga sulla sensibilità nei confronti di un settore che la stessa Commissione continua a definire strategico. Ma nei fatti Bruxelles ha proseguito lungo una traiettoria che va controcorrente rispetto alle scelte degli altri Paesi nel mondo, Cina in primis. Per quanto riguarda i partner, i mercati più significativi per le produzione dei “27” sono stati nel 2025 il Regno Unito, con una quota del 23,3 % (55,6 miliardi), seguito da Stati Uniti (12 %; 28,5 miliardi), Svizzera (5,7%; 13,5 miliardi) e Cina (4,9%; 11,6 miliardi). L’unico mercato che ha segnato una flessione dello 0,9% è stato quello americano. I prodotti agricoli sono arrivati prevalentemente da Brasile (8,5%, 18,2 miliardi), Regno Unito (8%, 17,1 miliardi), Stati Uniti (6,2%, 13,3 miliardi) e Cina (5,1%, 10,9 miliardi). In riduzione la quota di acquisti dall’Ucraina calata dal 6,7% al 5% per la scadenza delle agevolazioni concesse precedentemente. |
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