Dg Agri: in calo le esportazioni dell’Unione europea, -20% negli Usa
In flessione le esportazioni agroalimentari dell’Unione europea. A febbraio, secondo i dati della Dg Agri, la Ue ha esportato per un valore di 18,8 miliardi, in aumento del 6% rispetto al mese precedente , ma in calo del 4% sul 2025. A segnare il passo le spedizioni verso gli Stati Uniti. Anche le vendite verso il Regno Unito nel periodo gennaio-febbraio 2026 sono state inferiori del 4% rispetto al 2025 (-336 milioni di euro). Gli Stati Uniti, seconda destinazione delle esportazioni dei “27”, hanno registrato una riduzione delle esportazioni su base annua nel periodo gennaio-febbraio 2026, pari al 20%. L’analisi spiega che il ribasso segue gli elevati livelli del 2025 per il potenziale anticipo degli acquisti in vista dell’annuncio da parte degli Stati Uniti di un aumento dei dazi. Le contrazioni più significative si sono registrate nel settore delle bevande e dell’olio d’oliva. Le esportazioni verso la Cina sono diminuite del 2% (-39 milioni di euro), a causa delle minori vendite di carne suina. Altre riduzioni hanno interessato il Giappone (-178 milioni, -13%, con una flessione di carne suina e tabacco), il Marocco ( -18%, per i minori acquisti di cereali, carne bovina e olio di soia) e l’Algeria ( -18%, con una diminuzione di olio di soia, formaggio e patate). Al contrario, l’export verso l’Egitto è aumentato significativamente nei primi due mesi del 2026 (+123 milioni di euro, +39%, al traino del grano). A livello di prodotti l’export di caffè, tè, cacao e spezie ha registrato il calo maggiore in termini di valore, pari a -350 milioni di euro (-16%) nel periodo gennaio-febbraio 2026. In riduzione del 13% anche le spedizioni di carne suina, così come olive e olio d’oliva (-24%), per effetto dei prezzi più bassi (-14%) e dei volumi ridotti (-11%). Meno quantità esportate anche per quanto riguarda preparati a base di frutta, frutta secca e verdura (-10%). A tirare sui mercati terzi la frutta secca (+95 milioni di euro, +8%, soprattutto per mele e pere) e i prodotti non alimentari (+77 milioni di euro, +10%), per le esportazioni di lino verso la Cina. Quanto alle importazioni, sempre a febbraio, la Ue ha importato per 14,5 miliardi, in calo dell’1% rispetto al mese precedente e del 5% sul 2025. Si sono ridotte soprattutto quelle di prodotti a base di cacao, semi oleosi e colture proteiche e cereali. Al contrario sono cresciuti gli acquisti di caffè dal Vietnam. L’import dall’Ucraina è calato del 19% (-435 milioni), principalmente a causa della riduzione dei volumi di importazione di cereali (-30%), di semi oleosi e colture proteiche (-43%). Giù anche gli acquisti dagli Stati Uniti (-11%). Segno meno anche dalla Cina (-11%). Tra i prodotti il calo maggiore è stato per caffè, tè, cacao e spezie. Su terreno negativo semi oleosi e colture proteiche, con una diminuzione di 557 milioni di euro (-18%). Analogo il trend per i cereali (-30%) su cui ha pesato il -62% del grano. Più acquisti da parte dell’Unione europea di margarina e altri oli e grassi (+150 milioni di euro, +22%). In significativo rialzo le carni bovine (+28% , in particolare quelle in arrivo dal Brasile (+54 milioni), Regno Unito (+35 milioni) e Uruguay (+24 milioni ), per effetto – spiega la nota – “dall’attuale scarsità di offerta e dagli alti prezzi della carne bovina e di vitello nell’Ue”. Rialzo anche se contenuto (+2%) per la frutta in guscio. |
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