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Torna l’uso di farine animali, via libera nei mangimi per pesci

Il primo passo verso l’abrogazione parziale del divieto relativo all’utilizzo delle proteine animali trasformate (Pat) nei mangimi per animali è stato compiuto con l’entrata in vigore del Regolamento UE 56/2013 volto a ri-autorizzare l’uso delle Pat provenienti da non ruminanti (suini e pollame) limitatamente al settore dell’acquacoltura. Questa misura sarà applicabile a partire dal 1° giugno 2013 e consentirà ai pesci di allevamento di essere alimentate con farine animali.

A marzo 2012 il laboratorio di riferimento dell’Unione europea per le proteine animali nei mangimi (EURL AP) ha convalidato un nuovo metodo diagnostico basato sull’analisi del Dna, che permette di rilevare tenori minimi di materiale ottenuto da ruminanti potenzialmente presente nei mangimi. Tale metodo sarà impiegato per effettuare i controlli di routine sulle Pat e sui mangimi da esse composti, al fine di verificare l’assenza di proteine provenienti da ruminanti.

Requisiti di tracciabilità saranno inoltre garantiti lungo tutta la filiera attraverso un sistema di canalizzazione volto ad evitare la contaminazione incrociata con mangimi destinati ad animali diversi dai pesci. A seguito di una lunga discussione, la proposta della Commissione aveva ricevuto il via libera dagli esperti degli Stati membri a luglio 2012, nel corso di una riunione del Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali (SCoFCAH).

La somministrazione di proteine animali trasformate era stata vietata 12 anni fa per contrastare l’epidemia di encefalopatia spongiforme bovina (Bse). In un suo comunicato stampa la Commissione europea rende nota la sua intenzione di intraprendere un ulteriore passo per reintrodurre l’uso di Pat provenienti da non ruminanti (suini e pollame) nell’alimentazione di suini e pollame (evitando la contaminazione incrociata) avvalendosi di specifici test analitici basati sul rilevamento del Dna che consentono di determinare la specie di origine delle proteine.

La Commissione conferma tuttavia che non ha nessuna intenzione di proporre la ri-autorizzazione della Pat per l’alimentazione dei ruminanti (bovini e ovi-caprini) o l’uso di proteine provenienti da ruminanti nell’alimentazione di animali non ruminanti.

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