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Proposte per la Pac: la relazione Santos sui pagamenti diretti

Gli aiuti della Pac debbano essere destinati unicamente ai soggetti la cui attività economica principale o predominante sia quella agricola, nei termini stabiliti da ciascuno Stato membro. E’ quanto sostiene il parlamentare portoghese Luis Manuel Capoulas Santos con il suo progetto di relazione sulla proposta di regolamento relativa ai pagamenti diretti, recentemente presentato.

Nel contempo, il relatore presenta un elenco di organismi e di attività cui sono soggette le superfici di terra che non potranno più beneficiare dei pagamenti diretti nell’ambito della Pac, quali aeroporti, società immobiliari, campi da golf, campeggi, società minerarie, ecc.

Il relatore appoggia la proposta della Commissione relativa all’applicazione di tassi di degressività ma propone l’innalzamento di tale tasso dal 70% al 80% per gli importi superiori a 250 000 euro. Sostiene inoltre l’introduzione di un tetto massimo di 300 000 euro.

Al fine di semplificare l’applicazione del nuovo regime di aiuti diretti, il relatore propone che gli Stati membri che hanno applicato un sistema di sostegno completamente indipendente, siano automaticamente inseriti nel nuovo regime.

Il relatore introduce maggiore flessibilità nelle misure di inverdimento, attraverso l’ampliamento delle opzioni che permettono l’ammissibilità ai pagamenti verdi e attraverso la semplificazione della relativa applicazione. Tale flessibilità si ottiene mediante l’introduzione di misure che permettano agli agricoltori di ottenere i pagamenti verdi per equivalenza, attraverso misure del secondo pilastro o attraverso la certificazione ecologica delle aziende.

Le nuove misure contemplano l’ammissibilità agli aiuti "verdi" delle colture permanenti quali ulivo, vite e alberi da frutto, purché associate a pratiche agronomiche di difesa e conservazione del suolo.

In merito alla diversificazione delle colture le aziende di dimensioni comprese tra 5 e 20 ettari dovranno essere obbligate a conservare 2 colture differenti, nessuna delle quali potrà superare il 90% della superficie del terreno coltivabile. Per le aziende di dimensioni superiori ai 20 ettari, viene mantenuto l’obbligo di esistenza di almeno 3 colture differenti, nessuna delle quali può occupare più del 70% del terreno coltivabile e due, considerate congiuntamente, non più del 95%.

Al concetto di prato permanente è stato aggiunto, per equivalenza, il pascolo tradizionale, anch’esso permanente e associato alla produzione estensiva.

In merito alla creazione di aree di interesse ecologico, con il 7% delle superfici ammissibili, il relatore propone che tale regime si applichi esclusivamente alle aziende aventi una superficie superiore ai 20 ettari e che la percentuale di ettari ammissibili destinati a tale fine sia ridotta dal 7% al 5% per aree siano contigue ad altre equivalenti di un’azienda adiacente. Propone, infine, che le colture fissatrici di azoto possano essere considerate nella percentuale richiesta di area di interesse ecologico.

In merito al regime per i giovani agricoltori, il relatore propone che la maggiorazione del 25% dei diritti all’aiuto dei giovani agricoltori passi a 50 ettari per tutti gli Stati membri.

Il relatore aggiunge il fattore "occupazione" alle condizioni necessarie proposte dalla Commissione per la concessione del sostegno accoppiato.

In considerazione dell’importanza ricoperta per il mantenimento dell’attività in alcune regioni d’Europa, il relatore propone che possano essere mantenuti i diritti speciali.

In considerazione della disparità delle situazioni tra gli Stati membri per quanto attiene alla questione dei piccoli agricoltori, il relatore propone che tale regime sia volontario. Propone, tuttavia, che, l’importo massimo da versare a ciascun agricoltore possa raggiungere i 1 500 euro, in alternativa ai 1 000 euro proposti dalla Commissione.

Per attenuare l’impatto potenzialmente negativo della convergenza interna degli aiuti, è lasciata facoltà agli Stati membri di stabilire una curva di programmazione di convergenza dei pagamenti del 20% rispetto alla media e di limitare la riduzione individuale del pagamento di base a un massimo del 30% durante il periodo 2014/2019.

Inoltre, il relatore propone anche una diversa ripartizione degli aiuti fra gli Stati membri, che ridurrebbe i tagli di bilancio all’Italia di circa cinquanta milioni l’anno.

Infine, il relatore ha precisato che la presente relazione è stata redatta sulla base della dotazione finanziaria totale per la Pac proposta dalla Commissione nell’ambito del futuro Quadro finanziario pluriennale e che, eventuali modifiche sostanziali alla proposta richiederanno una revisione del contenuto della presente relazione.

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