Pac, la Commissione Europea propone un budget di 371,7 miliardi
La Commissione Europea ha avanzato la sua proposta per il budget da destinare alla prossima Politica agricola comune per il periodo di programmazione 2014-2020. L’idea, contenuta nella comunicazione “Un bilancio per la strategia Europa 2020”, è quella di riservare 281,8 miliardi di euro al primo pilastro della Pac (aiuti diretti e mercato) e 89,9 miliardi di euro per lo sviluppo rurale. Complessivamente la spesa sarà dunque pari a 371,7 miliardi di euro contro i 413 miliardi previsti per l’attuale programmazione 2007-2013 (in prezzi costanti 2011). Il budget andrebbe quindi a ridursi di circa il 10%, mentre il suo peso sul bilancio Ue diminuirebbe dal 40% del 2013 a poco più del 35% al 2020. Una proposta che cozza in maniera evidente con il volere del Parlamento Europeo, che appena la settimana scorsa si era pronunciato per il mantenimento del bilancio agricolo comunitario sugli stessi importi di quello precedente. Proprio agli eurodeputati e al Consiglio toccherà dunque ricercare le soluzioni per gli opportuni correttivi finanziari da prevedere per creare condizioni di sviluppo del settore agricolo coerenti con la stessa strategia Europa 2020 “Sono necessarie risorse finanziarie adeguate per consentire alla Politica agricola europea di far fronte alle sfide della sicurezza alimentare, della tutela dell’ambiente, del cambiamento climatico e dell’equilibrio territoriale in un’Unione europea allargata – ha sottolineato la Coldiretti -. Difesa del budget, filiera corta, più efficaci strumenti di mercato, assicurazione al reddito, ed ancora centralità del lavoro e contrasto alla rendita fondiaria sono gli obiettivi che l’Italia deve perseguire sulla base del documento elaborato da tutte le organizzazioni agricole e cooperative”. Tra le novità introdotte dalla Commissione europea va segnalata la volontà di presentare delle proposte volte a permettere una flessibilità tra i due pilastri e quella di fissare un tetto massimo dei pagamenti diretti: limitando la componente di base dell’aiuto diretto al reddito che le grandi aziende agricole possono ricevere, prendendo al contempo in considerazione le economie di scala delle grandi strutture e l’occupazione diretta che queste generano. La Commissione propone che i risparmi siano riutilizzati nella rotazione di bilancio per lo Sviluppo Rurale e mantenuto nell’ambito degli envelope nazionali degli Stati membri nei quali questi sono generati. Inoltre, vanno considerate positivamente la creazione di due strumenti al di fuori del quadro finanziario pluriennale che saranno soggetti alla stessa procedura rapida (fast-track) come la Riserva per aiuti d’urgenza: un meccanismo di emergenza per reagire alle situazioni di crisi (per esempio problemi di sicurezza alimentare) e un nuovo campo di applicazione per il Fondo europeo per la globalizzazione. Sempre secondo la comunicazione, la futura Pac conterrà un primo pilastro più ecologico e distribuito più equamente ed un secondo pilastro più focalizzato su competitività ed innovazione, cambiamento climatico ed ambiente. Per assicurare il raggiungimento degli obiettivi Ue per l’azione ambientale e climatica, al di là dei requisiti di condizionalità previsti dall’attuale legislazione, il 30% dell’aiuto diretto sarà subordinato “all’inverdimento”. Nei prossimi mesi prima della fine del 2011, l’approccio sottolineato in questa Comunicazione sarà sviluppato nel dettaglio in proposte legislative per i programmi di spesa e strumenti nelle singole aree politiche.
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