Benessere animale, sì degli Stati all’etichettatura volontaria
Nell’ambito del Consiglio dei Ministri, svoltosi a Bruxelles, i titolari dei dicasteri agricoli dell’Ue si sono resi protagonisti di uno scambio di opinioni sulla Relazione della Commissione che prende in esame le “Opzioni di etichettatura relativa al benessere animale e l’istituzione di una Rete europea di centri di riferimento per la protezione e il benessere degli animali”. Obiettivo del confronto era quello di capire se un sistema di etichettatura europea sul benessere degli animali negli allevamenti rappresenti un valido strumento per fornire ai consumatori informazioni riguardo al cosiddetto “sistema produttivo europeo”, basato sul rispetto di elevati standard in materia di sicurezza alimentare, qualità, ambiente e benessere degli animali. Il dibattito è stato strutturato su tre quesiti predisposti dalla Presidenza spagnola e distribuiti alle delegazioni. Se con il primo quesito si indagava sugli strumenti ritenuti più idonei a migliorare l’informazione sul benessere animale, al fine permettere ai produttori di avere un riconoscimento sul mercato per gli sforzi compiuti, con il secondo si chiedeva se tale sistema dovesse essere unico per il “modello europeo”, o separato per ogni standard, e se dovesse riguardare solo i requisiti obbligatori o anche quelli volontari. Infine, il terzo quesito era rivolto ad individuare se esistessero già, nei diversi Stati membri, degli indicatori affidabili che permettano di misurare il valore aggiunto dato dalle produzioni che rispettano il benessere degli animali. Dal dibattito sono emerse esigenze e preoccupazioni comuni a tutte le delegazioni. Di fatto, se da un lato gli Stati membri si sono detti favorevoli a migliorare l’informazione sul benessere degli animali e all’elaborazione di indicatori affidabili basati su studi scientifici, dall’altro hanno espresso un certo timore per i possibili costi che tale sistema potrebbe comportare per i produttori europei e di conseguenza, la perdita di competitività rispetto ai Paesi terzi che non sono tenuti al rispetto di tali norme. Inoltre, generale consenso tra le delegazioni è stato espresso a favore di un sistema di etichettatura di carattere volontario che evidenzi esclusivamente gli standard di benessere addizionali a quelli previsti dalle norme comunitarie. Al termine della discussione, il rappresentante della Commissione europea ha precisato che le proposte future saranno volte a stabilire un sistema volontario che non metta i produttori comunitari in una posizione di svantaggio sul mercato rispetto a quelli dei Paesi terzi. Per concludere, si ricorda che, il 28 ottobre 2009, la Commissione europea aveva presentato una Relazione in cui si delineavano una serie di opzioni sull’etichettatura relativa al benessere animale e che aveva come obiettivo quello di rendere più facile per il consumatore l’identificazione e la scelta di prodotti rispettosi del benessere degli animali. |
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