Ue, col Trattato di Lisbona debutta la presidenza spagnola
Dal primo gennaio 2010 è la Spagna a rappresentare l’Europa per il prossimo semestre, la prima Presidenza con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona che lascia in piedi il sistema della presidenza semestrale del consiglio dell’Ue, esercitata a turno da uno dei 27 paesi europei, ma non più per i Vertici europei e per i Consigli dei ministri degli esteri. Infatti, sono ufficialmente entrate in funzione le nuove figure chiave dell’Ue: il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e l’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Catherine Ashton che è anche i Vice Presidente della Commissione europea. Questo cambiamento implica che la presidenza di turno, che è rimasta vigente nel Trattato di Lisbona, presiederà tutte le altre riunioni del Consiglio: gli incontri fra Ministri (esclusi quelli degli Esteri, gestiti dalla Asthon), i gruppi di lavoro, e i COREPER, ovvero le regolari riunioni degli ambasciatori europei. Nel ruolo di co-legislatori il Parlamento europeo condividerà con il Consiglio dei ministri le decisioni comuni in un maggior numero di casi, in particolare gli atti legislativi riguardanti la politica agricola comune verranno approvati con il procedimento della codecisione. In tale ruolo è la Presidenza di turno che incontra gli attori chiave del Parlamento per negoziare con loro a nome degli altri Governi. La Presidenza e il Relatore del Parlamento si incontrano e stabiliscono informalmente i possibili accordi e compromessi sulla legislazione in esame, prima di proporlo alle rispettive "aule" (i deputati parlamentari nel caso del Relatore, gli altri 26 Ministri per la presidenza). Questo accade sia durante la prima lettura, per chiudere un testo in tempi brevi, sia nella seconda, quando ci sono argomenti spinosi che dividono i due "rami" legislativi, e anche in vista di una procedura di conciliazione, che deve assolutamente chiudersi con un accordo in terza lettura. Dal canto suo, la Presidenza di turno, all’inizio del suo mandato, presenta le priorità del proprio semestre in occasione della plenaria del Parlamento, come succederà il 19 gennaio, quando José Luis Rodríguez Zapatero interverrà a Strasburgo. Parallelamente, il premier spagnolo farà un bilancio del periodo di presidenza al termine dei sei mesi. In tutte le sessioni plenarie del Parlamento, inoltre, il Consiglio è rappresentato dalla Presidenza di turno, generalmente dai rispettivi Ministri a seconda delle tematiche in discussione, per rispondere alle domande degli eurodeputati e esporre il proprio parere sui vari temi all’orine del giorno della seduta. Ai sensi del nuovo trattato di Lisbona, la Commissione europea è costituita da un rappresentante di ciascuno Stato membro. La nuova Commissione sarà dunque composta da 27 membri: un presidente e 26 commissari, ciascuno competente per un portafoglio particolare. La nuova Commissione deve essere approvata dal Parlamento europeo per ricevere il mandato fino al 31 ottobre 2014. I Commissari designati appariranno in audizioni individuali davanti alle commissioni parlamentari dal 11 al 19 gennaio. Il voto di approvazione per la nuova Commissione nel suo complesso è previsto che si svolgerà il 26 gennaio. Sulla base del voto di approvazione, la Commissione sarà nominata dal Consiglio europeo. La Presidenza spagnola rappresenta l’inizio delle tre presidenze consecutive, che devono coordinare le proprie azioni e le priorità: il primo trio oltre dalla Spagna, è composto da Belgio e Ungheria, i prossimi detentori della presidenza di turno. |
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