il Punto Coldiretti

Il futuro della Pac dopo il 2013

L’Unione europea deve continuare ad avere, dopo il 2013, una politica agricola comune sufficientemente ambiziosa per raccogliere le sfide del mercato globale. Occorre tuttavia collocare la futura Pac in una visione più ampia, in cui rientrano lo sviluppo sostenibile, la competitività e gli equilibri alimentari mondiali.

Inoltre è necessario assicurare la sostenibilità agricola e contribuire allo sviluppo sostenibile delle zone rurali, in particolare mitigando i cambiamenti climatici e migliorando l’ambiente per dar forma a un’agricoltura in grado di conciliare risultati economici e competitività ed efficacia ecologica, con particolare considerazione del ruolo svolto dai piccoli agricoltori  nel rifornire il mercato locale di prodotti specifici e diversificati.

Questi sono i principali elementi riportati nel documento finale di conclusioni della Presidenza “Il futuro della PAC dopo il 2013”, che non ha avuto il consenso unanime del Consiglio in quanto si sono opposte le delegazioni di Regno Unito, Svezia e Lettonia nella riunione dei ministri dell’agricoltura  del 28 novembre 2008.

Nel corso della riunione informale dei ministri dell’agricoltura che ha avuto luogo ad Annecy (Francia), gli Stati membri hanno proceduto ad uno scambio di opinioni sul tema “Come preparare al meglio la Pac del futuro”. Sulla base delle posizioni espresse dagli Stati membri in tale occasione, la Presidenza ha presentato alle delegazioni un progetto di conclusioni del Consiglio sul tema e ha invitato il Consiglio ad adottare tale progetto di conclusioni.

Nel corso del dibattito svolto nelle riunioni preparatorie le diverse posizioni hanno fatto emergere un duro scontro politico con la creazione di schieramenti opposti. L’opposizione in modo particolare è stata  manifestata dal Regno Unito che, con l’appoggio della Svezia e della Lituania, chiede una Pac fortemente ridimensionata dal punto di vista finanziario rispetto agli impegni di bilancio attuali.

Il documento  di conclusioni della Presidenza francese insiste sulle “nuove sfide” che dovrà affrontare il mondo agricolo nei prossimi anni:
– la prospettiva di una crescente  domanda alimentare mondiale;
– la prospettiva di una maggiore volatilità dei prezzi;
– requisiti ambientali crescenti e nuovi rischi sanitari che impongono un adattamento;
– gli effetti inevitabili del cambiamento climatico;
– la necessità di rispondere ai standard elevati e crescenti richiesti dalla nostra società;
– la necessità di rafforzare la competitività dei prodotti europei nel mercato globale

La Presidenza ricorda infine che queste conclusioni non vincolano le future discussioni sulle prospettive finanziarie per il periodo successivo al 2013 e che il Consiglio si impegna ad esaminare  approfonditamente le possibilità di sviluppo del sistema dei pagamenti diretti nella comunità e trattare la questione dei livelli di pagamenti diretti che divergono da uno Stato membro all’altro.

Tale proposta, fra l’altro, è già stata avanzata dalla Commissione europea in occasione del negoziato sulla verifica dello “stato di salute” della Pac, con una dichiarazione riportata sul testo finale del compromesso.

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